Alejandro Amenábar racconta l’altra vita di Cervantes ne Il Prigioniero
Miguel de Cervantes non è solo Don Chisciotte
Prima di diventare il padre del cavaliere dalla triste figura, lo scrittore spagnolo ha vissuto un’avventura che pare uscita da un romanzo ed è proprio la sua storia, spesso messa da parte nei libri di scuola, a diventare protagonista de Il Prigioniero (El cautivo), il nuovo film scritto e diretto dal premio Oscar Alejandro Amenábar.
Anno 1575, Cervantes ha 28 anni, è militare nella Marina spagnola e porta addosso le ferite della battaglia. La sua nave, però, cade nelle mani dei corsari ottomani e finisce prigioniero ad Algeri. Niente armature scintillanti o cavalli fedeli, il rischio è una morte brutale, a meno che qualcuno in patria non paghi un riscatto bello salato.
Eppure, anche in un angolo buio di prigionia, lo scrittore trova una via di fuga che nessuno può chiudere a chiave: le storie. Racconta, immagina, incanta i compagni di cella e non solo. Le sue parole attirano l’attenzione di Hasan, l’influente e temibile Bey della città. Tra i due nasce un rapporto pieno di tensioni, curiosità e confini pericolosi. Nel frattempo, Cervantes prepara un piano per la libertà che non ha nulla da invidiare alle sue future trame letterarie.
Cast e staff
A interpretare Cervantes è Julio Peña (Berlino, Attraverso la mia finestra), mentre il ruolo dell’enigmatico Hasan è affidato ad Alessandro Borghi (Le otto montagne). Con loro:
-
Miguel Rellán: Antonio de Sosa
-
Fernando Tejero: Blanco de Paz
-
Luis Callejo: Dorador
-
José Manuel Poga: Diego Castañ eda
-
Roberto Álamo: Abderramán
-
Albert Salazar: Beltrán
-
Juanma Muniagurria: Aguilar
-
César Sarachu: Frate Juan Gil
-
Jorge Asín: Frate Antón
-
Mohamed Said: Muley
-
WalidCharaf: Alı́
-
Luna Berroa: Zoraida
Il Prigioniero nasce da una collaborazione a quattro mani. Spagna e Italia hanno, infatti, unito le forze con Mod Producciones, Himenóptero, Misent Producciones, Mod Pictures e Propaganda Italia. Con l’ulteriore partecipazione di Netflix, Rai Cinema, Ministeri della Cultura dei due Paesi e diverse altre realtà. Oltre a Amenábar dietro la macchina da presa, la pellicola vanta Álex Catalán alla fotografia, Juan Pedro de Gaspar alla scenografia e Nicoletta Taranta ai costumi. Inoltre, lo stesso Amenábar ha composto anche la colonna sonora originale.
Appassionata di scrittura ed innamorata della cultura giapponese, trovo ispirazione sia nei racconti in cui mi immergo sia nei videogiochi che esploro. Attraverso manga, anime e la ricca tradizione artistica del Giappone, coltivo la mia creatività e la mia curiosità per mondi nuovi e avvincenti.



