DZ Edizioni si unisce al coro di NO contro la presenza dell’editore neofascista a Più Libri Più Liberi 2025
L’appello degli autori, la scelta di un’intera comunità
La casa editrice indipendente DZ Edizioni ha deciso di esporsi con fermezza e, a pochi giorni dall’inizio della fiera della piccola e media editoria Più Libri Più Liberi, in programma a Roma dal 4 all’8 dicembre 2025, lancia un vero e proprio “no” alla partecipazione di un editore giudicato pericoloso per la memoria collettiva, Passaggio al Bosco.
Nel suo comunicato, DZ rivendica l’urgenza di chiarire la propria posizione, la presenza di Passaggio al Bosco, che distribuisce testi dichiaratamente neofascisti, antisemiti e razzisti, non può essere accettata. La decisione degli organizzatori e dell’Associazione Italiana Editori (AIE) di concedere uno spazio allo stand è definita “incomprensibile” e “inaccettabile”.
Per DZ, la cultura deve restare piattaforma di conoscenza, confronto e crescita, non terreno fertile per ideologie d’odio. Ogni forma di normalizzazione di messaggi fascisti, razzisti o antisemiti, affermano, rappresenta una resa al revisionismo e mette in pericolo la dignità del dibattito pubblico.
La casa editrice, però, non è l’unica ad essersi unita alla protesta. Nei giorni scorsi oltre 80 tra autori, intellettuali e case editrici, tra cui nomi noti come Alessandro Barbero, Antonio Scurati, Daria Bignardi e Caparezza, hanno firmato una lettera aperta rivolta all’AIE. Chiedono una riflessione seria e urgente sulla moralità della presenza di Passaggio al Bosco.
Il fumettista Zerocalcare, in particolare, ha deciso di dare seguito alle sue parole con un gesto concreto, ritirando la propria partecipazione alla fiera, motivando così la scelta: «Purtroppo ognuno c’ha i suoi paletti, questo è il mio» ha scritto, spiegando che non intende “condividere spazi con chi glorifica ideologie naziste”.
Nel suo post, dunque, si legge una critica molto netta all’associazione degli editori, rea di aver accettato Passaggio al Bosco senza apparentemente considerare le implicazioni morali, perché affidarsi al principio “tutto è libertà di espressione” significa abbassare la guardia davanti a chi predica odio.
Perché la presenza di un editore neofascista è un problema per tutti
Dietro la scelta di protestare non c’è solo una reazione di pancia, ma la consapevolezza che l’editoria non è neutrale, per lo meno non dovrebbe esserlo in certi campi. Quando un editore mette in catalogo pamphlet che celebrano figure legate al nazismo o al fascismo, come, ad esempio, autori storici di propaganda o esponenti delle Waffen-SS, la fiera diventa veicolo involontario di normalizzazione.
Accettare che tali testi stiano accanto a libri di narrativa, saggistica o fumetti significa implicitamente equipararli: “ogni opinione vale l’altra”. Ma come fa una manifestazione culturale a difendere la memoria, i diritti umani e la democrazia mentre ospita chi tenta di cancellarli o distorcerli?
Partecipare a una fiera non significa solo vendere o conoscere nuovi libri, significa anche scommettere su un’idea di cultura. Quando quel concetto viene svuotato e sostituito con odio, suprematismo e revisionismo, ogni fiera, per quanto prestigiosa, perde senso.
La vicenda attorno a Più Libri Più Liberi 2025 non riguarda solo una casa editrice, né un singolo evento, ma è un segnale. Nel 2025 c’è chi considera accettabile spacciare propaganda neofascista come “libertà di espressione”, e chi invece crede che la memoria, storica, civile, umana, non sia negoziabile.
Appassionata di scrittura ed innamorata della cultura giapponese, trovo ispirazione sia nei racconti in cui mi immergo sia nei videogiochi che esploro. Attraverso manga, anime e la ricca tradizione artistica del Giappone, coltivo la mia creatività e la mia curiosità per mondi nuovi e avvincenti.













