Funko Pop affoga nei debiti, che sia la fine del collezionismo pop?

Funko Pop debiti
La situazione non è delle più rosee

Funko Pop, famosa per le sue figure dal testone emblema della cultura pop, ha appena comunicato agli investitori qualcosa che suona come un campanello d’allarme: “Ci sono dubbi sostanziali sulla capacità dell’azienda di continuare a operare nei prossimi dodici mesi”, tradotto: potrebbe non riuscire a pagare i debiti entro l’anno. E non parliamo di spiccioli, dato che il buco ammonta a 241 milioni di dollari (circa 224 milioni di euro).

A luglio, Funko aveva già provato a metterci una pezza rivedendo il proprio accordo di credito con JPMorgan Chase Bank. L’obiettivo era ottenere più tempo per rifinanziare il debito a condizioni più sopportabili. Tutto molto “business as usual”, secondo l’azienda, ma la realtà è che se qualcosa non cambia in fretta, tra un anno il rischio default sarà più che concreto.

A prendere in mano il timone è Josh Simon, nuovo amministratore delegato arrivato a settembre dopo cinque anni in Netflix. Durante l’ultima call con gli investitori, ha cercato di suonare ottimista:

“Voglio ribadire l’urgenza e l’opportunità della nostra strategia Make Culture Pop, all’incrocio tra cultura, creatività e commercio.”

Simon ha parlato di “molteplici opportunità di crescita” e della forza di un brand costruito in 27 anni, legato a una comunità di fan globali. Tutto molto motivante, ma i numeri non mentono. Nel suo ultimo trimestre, infatti, Funko ha registrato una perdita di 1 milione di dollari, dopo aver chiuso in utile di 8 milioni nello stesso periodo dell’anno scorso.

Cosa è andato storto? In parte la guerra commerciale lanciata da Trump ha fatto il suo effetto: i dazi sui giocattoli importati hanno colpito duramente i prodotti a basso costo come i Pop. Anche un mercato ormai saturo non aiuta, con troppe licenze, troppi personaggi, troppi scaffali pieni.

Il nuovo CEO, dunque, sembra puntare tutto su alcuni grandi eventi pop imminenti. L’ultima stagione di Stranger Things e l’uscita del film Wicked: For Good dovrebbero, secondo i piani, ridare slancio alle vendite. Inoltre, Funko si vanta anche di aver lanciato in tempi record il set celebrativo dei Dodgers campioni, frutto del suo nuovo team “quick strike”, in pratica, una task force che trasforma qualsiasi evento virale in merchandising nel giro di giorni.

E poi c’è la strategia “geniale” di realizzare i Funko più piccoli. La nuova linea, chiamata Bitty Pop, è composta da mini-figure vendute all’interno di mystery box. La trovata non finisce qui, dato che l’azienda pensa di venderle tramite distributori automatici, per aggiungere un tocco “misterioso” all’esperienza d’acquisto. Un’idea audace, o disperata, dipende da che lato del bilancio la si guardi.

Resta da capire se Funko riuscirà a risollevarsi o se finirà comprata da un’altra compagnia. C’è anche chi teme un futuro “a pezzi”, nel senso più letterale: un’azienda smembrata da qualche fondo di investimento.

Fonte :

Appassionata di scrittura ed innamorata della cultura giapponese, trovo ispirazione sia nei racconti in cui mi immergo sia nei videogiochi che esploro. Attraverso manga, anime e la ricca tradizione artistica del Giappone, coltivo la mia creatività e la mia curiosità per mondi nuovi e avvincenti.

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