Gukken: quando l’Italia fa un salto negli isekai

Gukken
Gukken: la giocosità perduta degli isekai

Cosa accade quando riunisci tre menti estremamente creative come quelle di Sio, Dado e Chiara Azzurro nella stessa stanza? Succede che dai loro sforzi combinati nasce Gukken, la nuova serie a fumetti lanciata da Star Comics. La storia è incentrata sulle avventure di due improbabili esploratori e cacciatori di tesori, Iruka e Leeroy, in giro per l’Internet.

Il primo volume è uscito nelle librerie, edicole e fumetterie lo scorso 28 ottobre, mentre il secondo uscirà il 20 gennaio dell’anno prossimo.


ATTENZIONE: QUESTO ARTICOLO CONTIENE SPOILER DEL PRIMO VOLUME DI GUKKEN.


Gukken: guida veloce


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Materiale concesso da Star Comics

Facciamo un po’ di chiarezza: quando parlo di “esplorare Internet”, intendo letteralmente. Sì, perché nell’universo di Gukken, per ottenere le informazioni, le persone devono andarle a cercare “di persona”. Per chiarire la questione, però, bisogna fare un passo indietro di circa cinquecento anni prima dell’inizio della storia.

L’umanità ha raggiunto livelli di sviluppo tecnologico tali da non possedere più computer abbastanza intelligenti per elaborare i dati. Per questo motivo, si decide di collegare la Rete direttamente al sistema nervoso umano, tramite dei complicati impianti cibernetici.

A causa di un improvviso malfunzionamento del sistema di navigazione, tuttavia, la quasi totalità della popolazione mondiale perisce, lasciando in vita solo le persone in quel momento disconnesse e i bambini piccoli.

Il desiderio di poter accedere alla Rete, comunque, non sparisce, ma la ricerca è impossibilitata dall’assenza di un sistema di navigazione. Si decide quindi di utilizzare un vecchio videogioco in modo da convertire i dati in un mondo fantasy da esplorare. Cercare informazioni in questo modo, per quanto divertente, è comunque piuttosto pericoloso. Comincia così a farsi strada la professione del crawler, ovvero dei navigatori che esperti che vanno alla ricerca di dati su commissione.


Maestra e allievo


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Materiale concesso da Star Comics

È qui che ci ricolleghiamo al presente e ai nostri due protagonisti, Iruka e Leeroy, intenti a cercare un datagem (ovvero un dato convertito in un oggetto/animale che è possibile raccogliere e riporre nel proprio inventario). I due sono rispettivamente allievo e maestra, come si può evincere dalle loro interazioni.

Leeroy è una crawler esperta, che si è fatta i muscoli (letteralmente) a forza di compiere missioni su compenso. Per questo, oltre, ad essere un’eccellente esploratrice e guerriera, è anche poco incline alle idiozie.

Il suo lavoro può rivelarsi altamente rischioso, quindi restare concentrati e tenere alta la guardia è di estrema importanza.

E forse è proprio per queste ragioni che Leeroy è spesso tentata di venire alle mani con il suo protetto, il novizio Iruka. Come il più classico dei protagonisti shōnen, il ragazzo è inesperto, terribilmente ingenuo, ma al contempo entusiasta e molto curioso. Questi suoi lati della personalità sono evidenziati in primis dal suo nome (infatti in giapponese iruka significa delfino), ma anche dalla noncuranza con cui affronta la sua prima missione.

Con queste premesse, la dinamica fra i due protagonisti dà così vita a siparietti comici che vedono quasi sempre il povero Iruka vittima delle nostre risate (e di Leeroy). In altre narrazioni, il dolore di un personaggio è spesso usato come escamotage per strappare una risata facile, senza però giustificarlo. Qui invece serve soprattutto a sottolineare l’inesperienza del ragazzo e il distacco di Leeroy, che non sembra ricordarsi di essere stata una novellina a sua volta.

E, sebbene potrebbe sembrare che Leeroy mal sopporti il suo allievo, verso la fine del volume ci viene mostrato come, in situazioni di pericolo, non ci pensi due volte ad andare in suo aiuto. Insomma, spero non sia scontato definire la nostra maestra una vera e propria tsundere.


Muri di testo


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Materiale concesso da Star Comics

Se le interazioni fra i nostri due protagonisti gettano le basi per lo sviluppo del loro rapporto e la loro crescita personale, l’esposizione del worldbuilding di Gukken risulta leggermente pesante da digerire.

Basti pensare che il prologo ha ben quattro pagine di esposizione fitta, prima di far partire la storia. E questo è un pattern che si ripete per tutto il volume. Ogni tre o quattro pagine circa ci vengono sparati in faccia enormi blocchi di informazioni, di solito rivolti a Iruka, facendo partire lunghe spiegazioni su come funzioni la Rete.

Certo, potremmo passare sopra a questo fatto se tenessimo conto del fatto che Iruka è ancora inesperto del mondo dei crawler. Tuttavia, è un po’ strano che una cacciatrice esperta come Leeroy trascini il suo allievo in una missione senza avergli spiegato le basi del mestiere.

E lo stesso vale anche per i personaggi introdotti nel volume. Ad esempio, nelle ultime pagine compare per la prima volta Pengin, ex compagno di gilda di Leeroy, dalle sembianze di un pinguino. Egli si presenta a Iruka come il miglior fabbro in circolazione, ed inizia un lungo discorso sul funzionamento del crafting (la creazione degli oggetti).

Tutti questi lunghi discorsi rallentano molto il ritmo narrativo, e costringono il lettore a una rilettura dei dialoghi, o rischierà di perdersi informazioni importanti.

Insomma, l’intero primo volume assomiglia ad un lungo manuale d’istruzione sul funzionamento di questo mondo. Un libro di testo da memorizzare così da togliersi il prima possibile il peso delle informazioni tecniche e potersi concentrare solo sull’aspetto avventuristico del fumetto.


Gukken: un mondo digitale tutto da esplorare


Nonostante tutto, Gukken è un interessante approccio al genere degli isekai, unendo elementi classici ad uno spunto di trama alquanto interessante. L’idea di rendere Internet una specie di civiltà del passato che deve essere riportata alla luce tramite l’esplorazione è sicuramente originale. Scoprire che l’antica e rara ricetta che i protagonisti cercavano altro non era che la carbonara mi ha colto alla sprovvista, facendomi ridere a crepapelle.

I disegni di Azzurro Chiara sono caratterizzati da un tratto deciso e da una netta distinzione fra il character design dei personaggi e gli sfondi. Infatti i paesaggi sono ricchi di dettagli, rendendo l’esperienza immersiva per il lettore. I protagonisti hanno invece un design piuttosto semplice, scelta che valorizza la narrazione. Ad una prima occhiata li riconosci immediatamente, e hai già un’idea di quale sia il loro carattere.

Gukken è un esperimento che riporta in auge la giocosità e la leggerezza di questo genere di storie, contrapponendosi alla mole di isekai fatti con lo stampino a cui siamo esposti ormai da troppo tempo.

Materiale concesso da Star Comics
#INBREVE

Un nuovo isekai

Gukken, fumetto tutto italiano realizzato da Sio, Dado e con i disegni di Azzurro Chiara, porta nelle fumetterie un’avventura all’interno della Rete. Questo progetto sottolinea l’aspetto più divertente degli isekai, contrapponendosi ai soliti stereotipi presenti, ormai, in molte opere.

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