Il film segue il percorso di una ragazza in cerca della propria identità, mentre attorno a lei ruotano famiglia, fede e sentimenti difficili da conciliare. Fatima, diciassette anni, è la più giovane di tre sorelle in una famiglia musulmana. Cresciuta tra affetto familiare e tradizioni, vive una quotidianità fatta di studio, preghiere e immancabili aspettative.
Quando si trasferisce a Parigi per studiare filosofia, però, la sua vita prende una piega più complessa. Trascinata da nuove esperienze e interrogativi personali, Fatima si ritrova a fare i conti con sentimenti che non si adattano facilmente al mondo in cui è cresciuta. Il suo diventa, così, un percorso interiore intenso, un tentativo di tenere insieme cuore, amore e devozione, senza rinunciare a nessuna parte di sé.
Il cast del film è composto da:
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Nadia Melliti: Fatima
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Ji-Na Ji-Min Park: Ji-Na
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Amina Ben Mohamed: Kamar
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Melissa Guers: Nour
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Rita Benmannana: Dounia
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Razzak Ridha: Ahmed
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Louis Memmi: Benjamin
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Waniss Chaouki: Tarik
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Anouar Kardellas: Nacer
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Joven Etienne: Joven
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Madi Dembele: Madi
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Mahamadou Sacko: Rayan
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Ahmed Kheloufi: Adel
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Pascal Chanez: Professor Prévost
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Sophie Garagnon: Ingrid
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Julia Muller: Aurelia
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Mouna Soualem: Cassandra
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Gioia Farisano: Gabrielle
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Julie Chaintron: Professor Lycée
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Ahmet Insel: Professor Fac
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Abdelali Mamoun: Imam
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Claude-Emmanuelle Gajan-Maull: Claude
Il film è prodotto da June Films in collaborazione con Katuh Studio. Dietro la macchina da presa lavora una troupe piuttosto ampia, con il casting curato da Audrey Gini, mentre la fotografia porta la firma di Jérémie Attard. Il comparto sonoro è affidato a Guilhem Domercq, con il montaggio del suono realizzato da Rémi Durel e il mix finale curato da Julie Tribout insieme a Jean‑Paul Hurier.
Tra gli altri collaboratori figurano Camille Servignat come prima assistente alla regia, Caroline Spieth per i costumi, Hanka Thot per il trucco e Diéné Berete per la scenografia. Il montaggio è stato invece affidato a Géraldine Mangenot, mentre la colonna sonora originale è composta da Amine Bouhafa.
Un romanzo che colpisce
Prima di passare dietro la macchina da presa, Hafsia Herzi si è fatta conoscere soprattutto come attrice. Il suo debutto nel cinema arriva con La graine et le mulet (Cous Cous) di Abdellatif Kechiche, ruolo che le vale il César Award come miglior attrice emergente alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Come regista, i suoi primi due film sono stati selezionati al Festival di Cannes. Ti meriti un amore è stato presentato alla Settimana della Critica nel 2019 ottenendo ottimi riscontri, mentre Bonne Mère ha ricevuto il Prix d’Ensemble nella sezione Un Certain Regard nel 2021, premio consegnato dalla regista Andrea Arnold. Herzi ha anche realizzato il film La Cour per ARTE, premiato due volte al Festival di La Rochelle. Nel 2024 torna davanti alla macchina da presa con il ruolo principale in Borgo di Stéphane Demoustier, interpretazione che le vale nel febbraio 2025 un altro César come miglior attrice.
La più piccola rappresenta, dunque, il suo terzo lungometraggio da regista. Herzi ha raccontato di aver scoperto il libro di Fatima Daas dopo il suo primo film. La proposta di adattarlo è arrivata dal suo agente: i produttori Julie Billy e Naomi Denamur avevano appena acquisito i diritti e stavano avviando una nuova società di produzione. Allora la regista non conosceva il romanzo, ma la sua lettura fu immediata e folgorante.
Ciò che l’ha colpita di più è stata proprio la protagonista, una giovane donna di origine maghrebina, musulmana praticante, cresciuta in periferia e attratta dalle donne. Una prospettiva raramente raccontata al cinema, soprattutto dal punto di vista femminile. Inoltre, per Herzi la storia aveva anche qualcosa di familiare. Cresciuta nei quartieri nord di Marsiglia, conosce bene il peso dei pregiudizi e lo sforzo necessario per accettare ciò che viene percepito come “diverso”.
Secondo la regista, però, la vicenda di Fatima non si limita a descrivere un contesto sociale specifico, ma è anche una storia universale, quella di una persona che prova a mettere insieme tutte le parti della propria identità, anche quando sembrano impossibili da conciliare.
La più piccola arriverà nei cinema italiani, grazie alla distribuzione di Fandango, a partire dal 23 aprile.