Il primo amore di Nezumi: tra cuori e coltelli
Ne “Il primo amore di Nezumi”, non fatevi ingannare dalle guance rosate e dallo sguardo dolce della protagonista. Da un secondo all’altro, potreste ritrovarvi con un coltello alla gola.
Scritto da Riku Oseto, “Il primo amore di Nezumi” si candida al Kodansha Manga Award, ai Next Manga Award e al Kono Manga ga Sugoi! In Italia, la sua pubblicazione ricade nelle mani di J-Pop Manga, che ha portato il primo volume sugli scaffali dei lettori il 29 luglio di quest’anno.
AMORE A PRIMA VISTA.
Cresciuta a suon di violenza e coltelli, Nezumi svolge il suo lavoro con zelo e puntualità. Non si lascia mai sfuggire l’opportunità di commettere un omicidio, se questo rientra negli ordini a lei impartiti. Insomma, si può considerare la dipendente modello della malavita.
Ferita in profondità da traumi che costellano la sua tenera età e considerata al pari di un’arma sempre a disposizione dal suo capo, il signor Iruka, oggi si dedica a terminare la vita dei suoi bersagli.
Tuttavia, nel corso di uno dei suoi incarichi, incontra Ao. Questo ragazzo sorridente, timido e innocente non può fare a meno di innamorarsi della nostra protagonista. Infatti, appena i loro sguardi si incrociano, scatta la scintilla dell’amore a prima vista. Sebbene inizialmente riluttante, la ragazza accoglie i sentimenti di Ao, ricambiandoli in modo esitante ma comunque genuino.
Purtroppo, la vita lavorativa di Nezumi non tarda a contaminare questa storia d’amore ancora in fasce. Con un colpo di scena dietro l’altro, Ao e Nezumi si ritroveranno sì uniti, ma in una situazione che non ha nulla di romantico. O meglio, una situazione che li costringerà a cercare di coltivare il proprio sogno d’amore in un terreno tanto aspro quanto mortale.
L’ASSASSINA E L’INNOCENTE.
Ciò che mi ha colpito di più de “Il Primo Amore di Nezumi” è proprio la figura della protagonista. I suoi occhioni teneri ti convincono di un’innocenza che, in realtà, non esiste. Il suo interesse per peluche paffuti e carini sottolinea la dicotomia tra la sua apparente dolcezza e le sue azioni che, alla fine della fiera, sono quelle di un’assassina provetta.
Forse, l’effetto che Riku Oseto ha voluto ricreare è quello di una luce tra le tenebre. Oppure, aiuta il lettore a ricordare che Nezumi, in fondo, non è altro che una ragazza costretta a vivere una vita imposta, senza conoscere altre possibilità.
Anche il personaggio di Ao è piuttosto interessante. Non ha paura di mostrare i suoi sentimenti e, dunque, non nasconde il suo grande amore per Nezumi. La sua innocenza lo rende incredibilmente naif, ulteriore elemento che si scontra con la cruda realtà a cui la sua amata è abituata.
Tra di loro non manca la curiosità di scoprire insieme la propria vita sessuale. L’elemento erotico è flebile, poco presente ma incisivo nel dimostrare ulteriormente al lettore che si trova in presenza di due ragazzi giovani che, per quanto particolari e speciali, non possono sottrarsi alla propria gioventù e ai propri desideri.
Se Nezumi è un buio illuminato da una flebile luce di normalità, Ao sembra essere l’opposto. Un ragazzo che irradia splendore, felicemente costretto ad addentrarsi nelle tenebre che la sua ragazza porta dentro di sé. In fondo, si sa: gli opposti si attraggono.
NARRAZIONE RITMICA.
La narrazione è decisamente sorprendente. I dialoghi sono fluidi, essenziali ma comunque esaustivi. Il ritmo incalzante tiene il passo con un susseguirsi di scene ricche e spesso inaspettate. Senza accorgersene, si viene trasportati velocemente attraverso le pagine, creando un’esperienza di lettura analoga alla storia stessa: celere, emozionante e imprevedibile.
La trama non ha grandi pretese, solo lo schietto bisogno di raccontare una storia d’amore incredibilmente poco convenzionale. Le vicende non fingono una spettacolarità inutile, poco coerente con la rappresentazione della realtà in cui sono immersi i due protagonisti. Tra le pagine scorrono eventi essenziali, ricordi e momenti importanti non intervallati da elementi superficiali. Ogni tavola racconta una fondamentale parte della vita di Ao e Nezumi.
Lo scioccante segreto di Nezumi, rivelato esclusivamente a fine capitolo e di cui non spetta a me parlare, come si insinuerà nella relazione tra i due novelli fidanzati? Come riusciranno (se ci riusciranno) Ao e Nezumi a vivere insieme in un mondo tanto violento quanto spaventoso?
È questa la coppia di domande che il primo volume lascia librare nell’aria al termine dei suoi sei capitoli. Delle domande che, sinceramente, hanno acceso la mia curiosità.
NERO E BIANCO, BIANCO E NERO.
Tutto questo agglomerato di piccole, grandi caratteristiche de “Il primo amore di Nezumi” viene contornato da disegni davvero interessanti. Le prime pagine mostrano colori dolci, leggeri, brillanti ma non abbaglianti. Le tonalità sono proprio quelle giuste per darci l’idea di un ambiente calmo e sereno in cui, però, si nasconde un’assassina.
Il tratto è più leggero di quello che ci si può aspettare, alternato da elementi carichi di tonalità scure. Il colore nero diventa protagonista nell’opera di Riku Oseto. Viene utilizzato senza riserve: il sangue, la notte, i ricordi. Una serie di elementi fondamentali si tinge di oscurità, a sottolineare che ciò a cui stiamo assistendo, non è affatto una favola romantica.
Il contrasto tra luce e buio sembra proprio omaggiare i due personaggi principali, diametralmente opposti ma anche affascinanti, se uniti insieme in una danza perpetua di chiaroscuri. Se Ao viene “sporcato” dal sangue che scorre lungo i coltelli di Nezumi, lei, a sua volta, viene contagiata dall’accecante bagliore emanato da Ao. In questo modo, riescono a scambiarsi parte della propria individualità, diventando fondamentali l’uno per l’altra.
Insomma, se cercate una storia romantica a lieto fine, cercate altrove. Se cercate una leggera lettura estiva, cercate altrove. Se, invece, desiderate arricchire gli ultimi giorni di agosto con una storia d’amore tragica e appassionante, siete nel posto giusto.
“Il primo amore di Nezumi” raccoglie in sé malavita, dolcezza, accoltellamenti e colpi di scena incredibilmente coinvolgenti. Con disegni e colori coerenti ma fondamentalmente semplici, l’opera di Riku Oseto riesce a coniugare, sotto gli occhi del lettore, più elementi capaci di assestare un colpo secco alla curiosità del lettore, fomentando il suo desiderio di conoscere il futuro di due protagonisti piuttosto particolari, ma decisamente memorabili.
La violenza e l’amore
Ne “Il primo amore di Nezumi”, Riku Oseto accompagna il lettore nella vita dell’assassina Nezumi e dell’innocente Ao. Può il romanticismo fiorire e sopravvivere in un mondo fatto di violenza? Con una serie di colpi di scena inaspettati, l’opera pubblicata da J-Pop Manga è tanto sincero quanto memorabile.
Studentessa brianzola di 23 anni. Frequento Mediazione linguistica e culturale presso l'Università Statale di Milano. Da circa dieci anni coltivo una grande passione per il mondo animanga. Questo interesse con il tempo si è ampliato alla lingua e alla cultura asiatica, il che mi ha portato a scegliere come lingue di studio il cinese e il giapponese. Per circa sei mesi ho lavorato come commessa in una fumetteria. Inoltre, durante il quarto anno di liceo linguistico ho vissuto a Phoenix in Arizona per dieci mesi.














