J-POP e Edizioni BD presentano il progetto Nanbanjin, in cui Europa e Giappone si incontrano

quaderni di Nanbanjin
Una storia di incontri e incomprensioni

Non capita tutti i giorni di vedere due autori di peso internazionale lavorare insieme sulla stessa storia, per questo motivo il progetto Nanbanjin, già sulla carta, sembra voler giocare su più livelli, sia narrativi sia culturali. L’opera unisce due sensibilità molto diverse, da una parte quella europea di Cyril Pedrosa (Tre Ombre)e quella nipponica di Taiyo Matsumoto(Tekkon Kinkreet, Ping Pong, Sunny, Tokyo Higoro).

L’idea di base è quella di raccontare la stessa vicenda da due punti di vista distinti, mettendosi nei panni sia dello straniero sia di chi accoglie, o forse subisce, la sua presenza inattesa. Al centro del racconto, dunque, c’è Fernando, un soldato portoghese che naufraga su una piccola isola giapponese. La sua storia è ambientata nel Cinquecento, in un periodo in cui il contatto tra Europa e Giappone era ancora qualcosa di raro, quasi surreale.

A salvare l’uomo sono gli abitanti di un villaggio di pescatori, che, però, non sanno bene come interpretare la sua presenza. Ai loro occhi non è semplicemente uno straniero, ma è qualcosa di diverso, quasi mitologico, un “gigante”, un “demone rosso”. Insomma, non il miglior biglietto da visita per iniziare una convivenza serena.

A questo punto entra in gioco la struttura dell’opera, che mostra la prospettiva di Fernando raccontata da Pedrosa, mentre quella degli abitanti dell’isola è affidata a Matsumoto. Due visioni che procedono parallele, ognuna filtrata dallo stile e dalla sensibilità del proprio autore.

Un progetto decisamente lungo

Dietro Nanbanjin non c’è un lavoro improvvisato. I due artisti hanno, infatti, collaborato per circa cinque anni, scambiandosi idee, schizzi, mail e suggestioni. A un certo punto sono anche partiti insieme per il Giappone, visitando l’isola di Tanegashima, che fa da ambientazione alla storia. Il risultato finale è un volume decisamente imponente, composto da oltre 500 pagine.

Inoltre, anche la lettura segue la doppia anima del progetto, dato che la si può affrontare “all’occidentale” per la parte di Pedrosa e “alla giapponese” per quella di Matsumoto. Le due linee narrative poi si incontrano nel cuore del libro, in cui le differenze culturali smettono di essere solo distanza e diventano confronto diretto.

Per poter apprezzare l’opera completa dovremo attendere l’autunno, nel frattempo, però, i lettori potranno immergersi nei Quaderni di Nanbanjin, due albi pensati come una sorta di backstage cartaceo. Dentro si possono trovare le prime pagine della storia, accompagnate dai materiali presi da dietro le quinte, come appunti e schizzi. Insomma, non un semplice assaggio, ma una vera e propria finestra spalancata direttamente sul processo creativo.

I Quaderni saranno già disponibili durante il Napoli COMICON 2026.

Fonte :
Press Release

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