La piccola Amélie, una fiaba francese aprirà il 2026
Il mondo visto da un piccolo punto di vista
Il primo giorno del 2026 sarà inaugurato da un film d’animazione particolare, di quelli che entrano in punta di piedi ma poi restano nel cuore: La piccola Amélie (Amélie ou la métaphysique des tubes). La pellicola, tratta dal bestseller Metafisica dei tubi di Amélie Nothomb, sbarcherà nei cinema italiani grazie a Lucky Red.
Il film non arriva certo in sordina, dato che si è già portato a casa il Premio del pubblico ad Annecy e il riconoscimento per il miglior film europeo al Festival di San Sebastián. Ha anche avuto una presentazione a Cannes e una menzione speciale ad Alice nella città. Inoltre, per non farsi mancare nulla, è anche in corsa agli European Film Awards sia per il Miglior Film sia per il Miglior Film d’Animazione.
Dietro al progetto ci sono Mailys Vallade e Liane-Cho Han Jin Kuang, al loro primo lungometraggio come registi e sceneggiatori, ma certamente non due novellini. Vallade, infatti, ha già animato scene di Ernest & Celestine, mentre Kuang ha lavorato a L’illusionista. Entrambi hanno anche messo mano agli storyboard de Il piccolo principe, di Mark Osborne.
La piccola Amélie segue lo sguardo di una bimba alle prese con il mondo, divisa tra due culture e due modi di vivere. La storia gioca con emozioni semplici e universali, come l’entusiasmo, la tenerezza e quella punta di insolenza che rende i bambini affascinanti e imprevedibili.
Come tutti i bambini, a due anni la piccola ancora non ha compreso i meccanismi dell’universo, ma l’incontro con il gusto del cioccolato bianco le accende il desiderio di sapere. Sarà lo zucchero, sarà la voglia di scoprire, insita in ogni bambino e ora risvegliata, ma la sua curiosità esplode e tutto diventa un’avventura. A guidarla nella scoperta c’è Nishio-san, la tata con cui forma un legame fortissimo. Attraverso questo rapporto, quindi, Amélie inizia a intravedere la meraviglia nascosta nelle cose più piccole.
Il film è una fiaba ambientata in Giappone, fatta di rituali quotidiani, tradizioni e piccole magie domestiche. Un racconto che sceglie di rimanere all’altezza della sua protagonista, sia nel tono sia nel modo in cui osserva il mondo. Un adattamento tenero e sorprendente, che cattura l’infanzia senza imbellettarla, solo stupore puro e una bambina che cerca di capire, a modo suo, come funziona la vita.
Appassionata di scrittura ed innamorata della cultura giapponese, trovo ispirazione sia nei racconti in cui mi immergo sia nei videogiochi che esploro. Attraverso manga, anime e la ricca tradizione artistica del Giappone, coltivo la mia creatività e la mia curiosità per mondi nuovi e avvincenti.













