Ritrovati gli appunti inediti di Isao Takahata, il compianto regista dello Studio Ghibli

Isao Takahata
A volte il passato sa riservare piccole meraviglie

Isao Takahata, il rimpianto maestro di Studio Ghibli, regista di Una tomba per le lucciole e La storia della Principessa Splendente. Secondo un servizio di NHK, nella casa del regista sono stati rinvenuti circa 130 pagine di appunti e sceneggiature mai prodotte, scoperte lo scorso giugno.

A esaminare i documenti è stato Seiji Kano, professore alla Tokyo Zokei University e direttore dell’Istituto dedicato ai film di Takahata e Miyazaki. Le pagine, spiega NHK, erano scritte su carta intestata della compagnia d’animazione Toei Dōga, oggi conosciuta come Toei Animation, in cui Takahata lavorò nei suoi vent’anni, subito dopo la laurea.

Tra i ritrovamenti spicca una sceneggiatura intitolata Oeyama (Monte Ōe), ispirata al mito giapponese di Shuten-dōji. Secondo il folklore giapponese, si tratta di un oni mostruoso, a capo di un esercito di demoni che controllava il Monte Ōe. La creatura, secondo il mito, venne sconfitta dal leggendario samurai Raikō. Takahata, coerente con la sua sensibilità pacifista e ironica, aveva annotato di non voler mostrare la morte dell’oni, preferendo una rappresentazione “un po’ comica” della creatura.

Un’altra storia, Moratta Hoseki (La gemma donata), rileggeva un racconto per bambini di Kenji Miyazawa, La pietra di fuoco. La storia è una parabola in cui una volpe inganna un coniglio, spingendolo a comportarsi male e per questo perde la vista come punizione. Takahata, però, con il suo tocco di compassione tipico, avrebbe voluto cambiare il finale, mostrando il pentimento del coniglio e la cacciata della volpe.

Nei suoi appunti compare anche un’idea intrigante, un prequel di La storia della Principessa Splendente, l’ultimo film che diresse nel 2013 e che già rielaborava la fiaba classica del Taglia-bambù. Un cerchio narrativo che Takahata, forse, non ebbe il tempo di chiudere.

Takahata ci ha lasciati il 5 aprile 2018, ma la sua eredità continua a crescere

Dopo la laurea in Letteratura francese all’Università di Tokyo, entrò in Toei Dōga nel 1959 e debuttò come regista con la serie Ōkami Shōnen Ken. Nel 1968 firmò il suo primo lungometraggio, La grande avventura del Principe Valiant, aprendo una carriera che avrebbe plasmato l’immaginario dell’animazione giapponese. Da Heidi ad Anna dai capelli rossi, fino ai film poetici e malinconici di Ghibli come Pioggia di ricordi, Pom Poko e I miei vicini Yamada.

Isao Takahata fu anche produttore di Nausicaä della Valle del vento e Laputa – Il castello nel cielo, oltre che supervisore artistico de La tartaruga rossa, coproduzione internazionale che incarna perfettamente la sua idea di cinema: lento, contemplativo, profondamente umano.

Ora, grazie a queste pagine dimenticate, possiamo dare uno sguardo a ciò che avrebbe potuto essere. Storie in cui anche i demoni sanno ridere e gli errori servono a capire. Un promemoria gentile del mondo come lo vedeva Takahata: fragile, imperfetto e pieno di grazia.

Appassionata di scrittura ed innamorata della cultura giapponese, trovo ispirazione sia nei racconti in cui mi immergo sia nei videogiochi che esploro. Attraverso manga, anime e la ricca tradizione artistica del Giappone, coltivo la mia creatività e la mia curiosità per mondi nuovi e avvincenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *