Si farà davvero il nuovo capitolo di Rush Hour?

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Un ritorno inatteso

Che Hollywood adori resuscitare vecchie saghe è oramai un fatto, ma che lo faccia perché il Presidente degli Stati Uniti ha espresso personalmente il desiderio di vedere un nuovo capitolo di Rush Hour è una novità. Ecco, quindi, che la Paramount ha annunciato l’arrivo di Rush Hour 4 . La notizia arriva a ridosso di un articolo di Semafor, che raccontava come Donald Trump avrebbe sollecitato gli executive dello studio a dare il via libera a un nuovo film della saga action-comedy.

Per gli appassionati della trilogia, chiusa nel 2007 con un terzo film accolto in modo poco entusiastico, il primo segnale positivo è che Jackie Chan e Chris Tucker torneranno nei ruoli degli agenti Lee e Carter. Forse avranno qualche acciacco in più, ma la formula buddy-cop sembra esser salva.

Molto più controverso è, invece, il ritorno del regista Brett Ratner. Dopo le accuse di molestie e comportamenti inappropriati riportate dal Los Angeles Times nel 2017, Hollywood gli aveva praticamente sbarrato le porte. Ratner è, però, riemerso nel 2024 con Melania, un documentario da 40 milioni di dollari sulla First Lady, realizzato con un livello di accesso particolarmente privilegiato.

Restano, comunque, diversi interrogativi riguardo al progetto, ancora avvolto dalle nebbie alla Silent Hill. Non sappiamo ancora, infatti, né la possibile trama né la data di inizio delle riprese o chi entrerà a far parte del nuovo capitolo. Dunque, il nuovo capitolo di Rush Hour resta ancora un’incognita, alimentando le speranze di un film che possa chiudere degnamente la precedente trilogia.

Nel frattempo, i gusti personali del Presidente sembrano scatenare diverse possibilità di ritorni. Pare, infatti, che abbia citato Bloodsport come esempio di film che vorrebbe rivedere al cinema. Una frase che, considerati i trend del momento, potrebbe trasformarsi in un’ondata di revival di saghe action che si credevano definitivamente archiviate.

A quanto pare, quando il Presidente mette il naso, gli studios si affrettano a dire sì: meglio un sequel di troppo che rischiare un posto nella sua lista nera. A volte il budget più alto è quello investito in prudenza.

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