Torna Scegli la tua avventura, la saga che ti faceva morire (spesso) ma sempre con stile
Un fenomeno che ha fatto scuola
C’è stato un tempo in cui “salva partita” significava infilare un segnalibro tra le pagine ed un piccolo errore non portava ad un Game Over, ma gettava il giocatore nel deserto o tra le fauci di un dinosauro; era l’epoca d’oro dei librogame e al centro di tutto c’era Scegli la tua avventura, la collana che ha insegnato a milioni di lettori che leggere può essere un gioco pericoloso… ma dannatamente divertente.
Negli anni ’70, Edward Packard ebbe un’idea tanto semplice quanto rivoluzionaria: e se il lettore decidesse come prosegue la storia? L’intuizione nacque durante le favole della buonanotte ai figli — “Vuoi che il protagonista entri nella grotta o scappi via?” — e il risultato fu La caverna del tempo, il primo volume della serie Scegli la tua avventura.
Il successo fu immediato, con milioni di copie vendute, oltre 250 milioni nel mondo e traduzioni in 38 lingue. La formula era irresistibile, perché per la prima volta il lettore diventava il protagonista e, con ogni scelta, determinava il finale della storia. Finale che, va detto, non era sempre felice.
Dopo Packard arrivarono altri autori che avrebbero fatto scuola, come R.A. Montgomery, autore di Viaggio sotto il mare e Oltre lo spazio, e D. Terman con In pallone sul Sahara. Tutti uniti dall’idea che la narrativa potesse essere giocata, non solo letta.
Ora Edizioni BD riporta in Italia i primi quattro volumi di questa storica serie con una nuova edizione da collezione. La proposta della casa editrice è completa di traduzione aggiornata, cofanetto elegante e poster esclusivo. Il debutto sarà a Lucca Comics & Games 2025, dal 29 ottobre al 2 novembre, prima dell’arrivo ufficiale in libreria e online a novembre.
Il successo di Scegli la tua avventura aprì la strada a un intero genere, ispirando collane leggendarie come Lupo Solitario e, in Italia, le amatissime serie di Edizioni EL degli anni ’80. Oggi, in pieno revival dei librogame, il ritorno dei titoli originali suona come un piccolo evento culturale, un tuffo nel passato che sa di carta, nostalgia e scelte sbagliate.
