Virtue and a Sledgehammer racconta il passato a colpi ben assestati

Virtue and a Sledgehammer
C’è chi affronta i traumi parlando e chi sceglie la via più diretta di un’enorme mazza

Virtue and a Sledgehammer parte esattamente da qui, con un’idea tanto assurda quanto dolorosamente umana. Il gioco, nuovo progetto narrativo firmato da Deconstructeam (gli stessi di The Red Strings Club e The Cosmic Wheel Sisterhood) insieme a Selkie Harbour (Many Nights a Whisper), ci riporta nel paese dell’infanzia del protagonista. Un luogo che, come spesso accade nei ricordi, non è affatto rassicurante. Le strade sono popolate dai fantasmi androidi dei vecchi vicini, copie meccaniche di persone ormai digitalizzate, bloccate lì come cicatrici che rifiutano di chiudersi.

L’arma scelta per affrontare tutto questo è un martello gigantesco. Con quello si abbattono edifici, si distruggono macchine, si fanno crollare interi pezzi di passato. Ogni colpo non è solo fisico, ma emotivo, perché demolire significa risvegliare ricordi, colpe, legami familiari irrisolti.

La domanda che il gioco pone, senza mai dare una risposta comoda, è semplice e crudele: questa catarsi violenta serve davvero a guarire, oppure rende il dolore ancora più luminoso e impossibile da ignorare?

Tra una distruzione e l’altra, Virtue and a Sledgehammer si affida a sequenze cinematografiche di narrativa interattiva. Qui emergono paure, desideri e soprattutto il groviglio di virtù e difetti che compongono una famiglia. Tradizioni che soffocano, aspettative mai soddisfatte, il peso di sentirsi fuori posto nel luogo che dovrebbe essere un rifugio.

Non è un gioco d’azione nel senso classico, piuttosto si tratta di un’esperienza di esplorazione narrativa, in cui rompere le cose è un linguaggio emotivo, non un obiettivo fine a sé stesso. Il tema centrale resta quello caro agli autori: essere un misfit, non incastrarsi nei ruoli ereditati, cercare una propria identità anche quando tutto intorno spinge a rimanere ciò che si è sempre stati.

A pubblicare il progetto c’è Devolver Digital, con l’uscita fissata per il 2026 su PC, tramite Steam.

Fonte :
Press Release

Appassionata di scrittura ed innamorata della cultura giapponese, trovo ispirazione sia nei racconti in cui mi immergo sia nei videogiochi che esploro. Attraverso manga, anime e la ricca tradizione artistica del Giappone, coltivo la mia creatività e la mia curiosità per mondi nuovi e avvincenti.

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