Zombie a Kabukicho e sensi di colpa che non muoiono mai in Eternità e castigo
Morti viventi sì, ma non solo
Con Eternità e castigo – Fushi to batsu, Kentaro Sato (Magical Girl of the End) torna all’horror, scegliendo però una strada più introspettiva rispetto al puro massacro. Il manga arriva in Italia per J-POP e si presenta come una serie completa in 8 volumi.
La storia parte in modo claustrofobico, con un ragazzo dal passato misterioso che si ritrova chiuso in una stanza di un love hotel a Kabukicho, il quartiere di Tokyo che non dorme mai. Fuori, però, la situazione è peggiore di qualsiasi incubo immaginabile. Un’epidemia zombie è esplosa e creature tornate da un sonno eterno hanno iniziato a travolgere la città.
Nel caos generale, mentre la società crolla e la sopravvivenza diventa una questione di minuti, il protagonista è costretto a confrontarsi con qualcosa di ancora più difficile da affrontare: se stesso. C’è un segreto, un peso, una colpa che lo tormenta e l’apocalisse, paradossalmente, potrebbe essere l’unico momento in cui smettere di fuggire.
Il cuore del racconto non è solo l’assedio dei non-morti, ma la domanda che lo attraversa: è più spaventoso l’inferno che divora il mondo o quello che brucia nella coscienza? La sopravvivenza fisica si intreccia con una ricerca quasi ossessiva di redenzione.
Per tono e atmosfera, il manga richiama l’immaginario inaugurato da George Romero, il regista che ha ridefinito gli zombie moderni al cinema, ma si inserisce anche nel solco di titoli come Zombie 100 – Cento cose da fare prima di non morire e I Am a Hero, dove l’orrore collettivo diventa specchio delle fragilità individuali.
Il primo volume di Eternità e castigo sarà disponibile dal 3 marzo in fumetteria, libreria e negli store online.
