Connettiti con noi

Speciali Videogames

4 macabre leggende metropolitane sui videogiochi Pokémon

Pubblicato

il

Leggende metropolitane Pokémon

Vediamo alcune tra le leggende metropolitane più famose sui videogiochi Pokémon!

Il brand Pokémon è uno dei più amati e longevi del mondo videoludico. Fin dai suoi albori questi mostriciattoli tascabili hanno saputo conquistarci e regalarci emozioni. Ma anche il mondo Pokémon nasconde nella sua lunga storia misteri ed enigmi, che hanno portato allo sviluppo di diverse leggende e teorie. Oggi vi proponiamo 4 tra le leggende metropolitane più macabre ed inquietanti del mondo videoludico Pokémon.


Buried Alive


Leggende Metropolitane Pokémon Buried Alive

La prima leggenda coinvolge la Torre Pokémon della città di Lavandonia, presente nei giochi Pokémon Rosso e Blu. La Torre Pokémon è sostanzialmente un cimitero di sette piani che ospita le tombe dei Pokémon defunti. All’interno della torre è possibile affrontare e catturare Pokémon di tipo spettro e all’ultimo piano è presente come sorta di boss lo spettro di una Marowak. Tuttavia, stando alla leggenda, inizialmente il boss era stato concepito in modo ben diverso dagli sviluppatori. Scavando tra i file di gioco è stato possibile ricreare quello che il team di sviluppo aveva inizialmente pianificato come boss della torre.

Secondo la leggenda, una volta arrivati all’ultimo piano della torre ci si sarebbe imbattuti in uno strano allenatore, soprannominato dalla community Buried Alive, per via del suo codice identificativo buryman.script.

Il Buried Alive si sarebbe dunque avvicinato al giocatore e pronunciato le seguenti parole:

Sei qui, finalmente…    White Hand

Sono in trappola… 

 E mi sento solo…

 Molto, molto solo…

Vuoi venire con me?

Dopodiché sarebbe iniziata la battaglia vera e propria. Una volta in “battle view“, il modello Buried Alive sarebbe stato visibile, rivelandosi un cadavere umano in decomposizione che tenta di strisciare fuori dal terreno. La squadra Pokémon del Buried Alive sarebbe stata composta un Gengar, un Muk e due White Hands. Queste ultime non sono Pokémon ma le ossute mani del boss, con un loro sprite esclusivo e identificate nel gioco col codice “WhiteHand.gif”. Nel caso di vittoria del giocatore, il gioco sarebbe continuato normalmente.

Tuttavia in caso di sconfitta il Buried Alive avrebbe esclamato “Finalmente, carne fresca!” seguito versi incomprensibili. Dopodiché, si sarebbe avvicinato al giocatore, trascinandolo sotto terra. A questo punto sarebbe comparsa la schermata di Game Over, mostrando il Buried Alive intento a divorare il giocatore accompagnato da un sottofondo musicale proveniente da un fantomatico file audio di nome staticmesh.wav, anch’esso presente nei file di gioco.

Buried Alive Game Over


Pokemon Black


Esiste una leggenda su una strana cartuccia Bootleg di Pokémon Rosso, ovvero una versione del gioco rimasterizzata, modificata e poi distribuita illegalmente. La cartuccia si presentava completamente nera e con la classica scritta Pokémon. Per questo motivo venne soprannominata Pokémon Black e si poteva trovare solo in mercatini o negozi dell’usato.

Leggende Metropolitane Pokémon Black

Avviando il gioco, al momento della scelta dello starter, oltre ai classici Bulbasaur, Charmander o Squirtle, sarebbe comparso anche un certo Ghost.  Quest’ultimo avrebbe avuto a disposizione un solo attacco: maledizione, inserito solamente nelle versioni successive del gioco.

Utilizzando Ghost, i Pokémon avversari sarebbero stati troppo spaventati per attaccarlo, e utilizzando maledizione, lo schermo del Game Boy sarebbe diventato nero per un attimo. In quell’istante si poteva udire il verso del Pokémon avversario distorto, come se fosse un grido. Al riapparire della schermata il Pokémon sarebbe scomparso. Quel che è più strano è che dopo aver sconfitto un allenatore il pannello dei comandi di battaglia compariva nuovamente.

Scegliendo “Fuga”, la battaglia sarebbe terminata come di consueto.

L’altra opzione era selezionare maledizione. Facendo ciò, una volta tornati alla mappa di gioco, lo sprite dell’allenatore sconfitto sarebbe sparito. Lasciando l’area di gioco e tornando successivamente nell’area nel punto in cui prima c’era l’allenatore sarebbe ora comparsa una lapide.

Una volta finito il gioco, sarebbe partita una schermata nera con su scritto:

Molti anni dopo…

Dopodiché ci saremmo imbattuti in un anziano, che ben presto avremmo capito essere il nostro personaggio, davanti a delle lapidi. Non avremmo avuto più alcun Pokémon, neanche Ghost, che fino a poco prima era impossibile rimuovere dal team.

Il mondo del gioco sarebbe stato completamente vuoto: non vi era traccia di alcun personaggio. Continuando a vagare in quel mondo disabitato ci saremmo infine imbattuti in Ghost, che avrebbe infine utilizzato su di noi maledizione.

A questo punto lo schermo del Game Boy sarebbe diventato nero, senza alcuna possibilità di interazione. L’unica cosa che si poteva fare era spegnere il dispositivo. Una volta riaccesa la piccola console, l’unica opzione selezionabile sarebbe stata “Nuovo Gioco”. La cartuccia avrebbe infatti eliminato il precedente file.


La Sindrome di Lavandonia


Torniamo ora a Lavandonia per quella che è, tra le leggende metropolitane del mondo Pokémon, probabilmente la più famosa.

Leggende Metropolitane Pokémon Lavandonia

Tra la primavera e l’estate del 1996, diversi bambini giapponesi iniziarono a contrarre misteriosamente malattie e disturbi di vario genere. I sintomi più riscontrati erano aumento dell’aggressività, disturbi del sonno, sanguinamento dal naso e dagli occhi, irritabilità, forti emicranee e momenti di apatia. Nei casi peggiori i sintomi avrebbero portato al suicidio.

La causa di tutto ciò venne ricondotta alla melodia che si attivava una volta entrati nella città di Lavandonia, nelle primissime versioni di Pokemon Rosso e Verde, che non uscirono mai dal Giappone.

In realtà all’inizio non si fece nessun collegamento tra lo scoppio dei sintomi ed il videogioco ma fu soltanto grazie alla dichiarazione dell’allora sound designer di Game Freak, Harue Satou, che aveva lavorato alla melodia, che venne fuori il collegamento col videogioco.

La musica era stata creata con dei toni binaurali, in grado di influenzare la mente umana ma udibili solamente da bambini d’età compresa tra i 7 e i 12 anni. Gli effetti, come spiegato, avevano delle conseguenze devastanti sul piano clinico.

Suoni Bineurali

A quanto pare, gli sviluppatori del gioco volevano creare un luogo che “lasciasse il segno” sul giocatore. Secondo Uchitada Seki, membro del team, durante la fase di sviluppo del gioco, un certo numero di membri del team aveva espresso l’intenzione di rendere Lavandonia un po’ diversa dal resto del gioco.

Le copie delle prime versioni di Pokemon Rosso e Verde vennero infine fatte rimuovere dal commercio per poi essere ripresentate con una diversa colonna sonora.


Pokemon 731


Collegata alla sindrome di Lavandonia è la leggenda denominata Pokémon 731, che va ad approfondire le macabre origini della melodia. Secondo la leggenda, nella prima edizione di Pokémon Verde, imbattendosi nel trentunesimo cespuglio del percorso 7, ci si sarebbe imbattuti in uno starno Pokémon. Sarebbe dunque partita una battaglia ma al posto di un Pokémon selvatico sarebbero apparse una serie di immagini statiche in sequenza, difficili da decifrare. A fare da sottofondo alla battaglia la melodia di Lavandonia, ad un ritmo accelerato.

Leggende Metropolitane Pokémon Unità 731

I membri dell’unità 731 davanti alla struttura di Ping Fang

Le immagini sono poi state ricollegate all’unità 731, un’unità segreta dell’esercito Imperiale Giapponese attiva durante la Seconda Guerra Mondiale. Essa era adibita a sviluppare letali armi biologiche, approfondendo inoltre la sperimentazione sugli esseri umani. L’unità aveva base nel territorio conquistato di Ping Fang, in Cina e sfruttava come cavie migliaia di civili locali, tra cui anziani, donne e bambini, divenendo tristemente famosa per i suoi numerosi crimini di guerra. A capo dell’unità vi era Shiro Ishii, brillante quanto crudele microbiologo, identificabile in uno dei frame del Pokémon 731.

Shiro Ishii Struttura Ping Fang 731 medico

In particolare, la Divisione 4 dell’unità 731 era adibita alla sperimentazione relativa all’ingegneria acustica e faceva capo al direttore Hoshu Nakamura. Egli era il padre di Shin Nakamura, uno degli sviluppatori di Pokémon Verde, nonchè la mente dietro alla melodia di Lavandonia.

Bandiera Imperiale

Uno dei frame del Pokémon 731 rappresentante la bandiera imperiale giapponese e la scritta ” Imperatore

Shin Nakamaura era inoltre marito di Harue Satou, la sound designer di cui abbiamo parlato in precedenza. Secondo la leggenda Nakamura avrebbe creato la melodia di Lavandonia sviluppandola dalle ricerche che il padre aveva compiuto sulla popolazione cinese, per poi chiedere alla moglie di inserirla nel gioco. Scopo di tutto ciò sarebbe stato quello di creare un nuovo impero giapponese inducendo i bambini a trasformarsi in feroci guerrieri per l’Impero.


Immagine ufficiale di Gengar disegnato da Junji Ito, 2014

Eravate già a conoscenza di queste leggende? Magari le avevate sentite da bambini tra i corridoi delle scuole, in tempi in cui i misteri e gli enigmi del gioco non erano ancora ricercabili in rete.
In chiusura, rimanendo in tema horror, vi consigliamo la nostra recensione di Junji Ito Maniac: l’orrore dalla carta allo schermo.
Advertisement

follow us

Trending