Proseguono le battaglie legali tra Pokémon e Palworld
Nuove mosse su altri fronti
A distanza di un anno e mezzo dall’inizio delle controversie legali tra la Nintendo, detentrice dell’IP Pokémon, e lo sviluppatore di Palworld, continua ad infuriare la battaglia. Il colosso giapponese, che nel 2024 ha denunciato lo studio Pocketpair per violazione di brevetto, lo scorso settembre ha anche richiesto l’approvazione di una nuova esclusiva.
Lo United States Patent and Trademark Office, però, ha respinto tutte le rivendicazioni della registrazione US12403397. L’esclusiva riguardava una funzione decisamente familiare per chiunque abbia mai giocato ad un titolo Pokémon, ovvero la possibilità di evocare una creatura per combattere. Una meccanica che, nel contesto della serie, è praticamente la norma, ma che, a livello legale, deve soddisfare criteri molto rigidi.
Solo pochi mesi prima della denuncia, lo stesso brevetto era stato approvato senza particolari obiezioni. A cambiare le carte in tavola è stata una revisione richiesta dal direttore dell’USPTO, John Squires, intervenuto dopo alcune critiche. Il risultato della nuova analisi è stato piuttosto netto. Secondo l’ufficio, infatti, l’idea non è sufficientemente originale per essere considerata innovativa. Questo perché esistono precedenti simili, tra cui un brevetto depositato da Konami nel 2002 e uno, della stessa Nintendo, presentato nel 2019.
Si tratta, insomma, di un concetto già esplorato e, quindi, non brevettabile nei termini proposti. La decisione, comunque, non è definitiva e Nintendo ha ancora la possibilità di presentare ricorso.
