Square Enix taglia posti di lavoro, riorganizza le sedi occidentali e introduce l’intelligenza artificiale nei processi di sviluppo

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Durante la presentazione dei risultati finanziari relativi ai primi sei mesi del 2025, la Square Enix ha confermato una nuova ondata di licenziamenti e una profonda ristrutturazione delle sue divisioni di pubblicazione in Nord America ed Europa.

Il piano prevede la chiusura di alcuni studi di sviluppo esteri e un ritorno alla produzione concentrata in patria. L’obiettivo dichiarato è “ottimizzare le risorse” per valorizzare meglio le proprietà intellettuali dell’azienda, in pratica, tagliare i costi e accentrare il controllo creativo.

Le divisioni dedicate ai giochi HD passeranno da undici a quattro, una riduzione drastica che riflette la volontà di centralizzare i processi. Square Enix stima che questa operazione porterà a risparmi annuali di oltre 3 miliardi di yen (circa 18 milioni di euro) a fronte di un costo di ristrutturazione di 11,8 miliardi di yen (circa 70,8 milioni di euro) entro marzo 2026.

Ufficialmente, la compagnia parla di una “strategia per rafforzare la capacità di pubblicazione globale e migliorare l’efficienza operativa”. In pratica, però, si traduce in un’ondata di licenziamenti nei team occidentali.

Secondo IGN, numerosi dipendenti statunitensi perderanno il lavoro entro la fine della settimana, mentre nel Regno Unito sarebbero a rischio circa 137 posizioni. Il numero potrebbe ridursi grazie alle procedure di consultazione previste dalle leggi britanniche sui licenziamenti collettivi.

Chi segue la storia dell’azienda, comunque, non sarà troppo sorpreso. Nel 2022 la compagnia giapponese aveva già venduto a Embracer Group tre dei suoi studi occidentali — Crystal Dynamics, Eidos-Montréal e Square Enix Montréal — insieme a diverse IP storiche come Tomb Raider e Deus Ex. Inoltre, anche lo scorso anno la Square Enix aveva diminuito drasticamente il personale, con licenziamenti nelle sedi USA e UK.

Square Enix punta sull’automazione

Oltre ai tagli, l’azienda ha annunciato anche una svolta tecnologica importante, ovvero l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi di sviluppo. Square Enix ha, infatti, avviato una collaborazione con il Matsuo Laboratory, dell’Università di Tokyo, con l’obiettivo di automatizzare fino al 70% delle fasi di QA e debugging (cioè test e correzione dei bug) entro il 2027.

Il progetto coinvolge un team misto di ingegneri dell’azienda e ricercatori del laboratorio Matsuo-Iwasawa, impegnati a rendere più efficienti le fasi più lente e costose dello sviluppo videoludico. Nel frattempo, la compagnia ha anche organizzato un contest interno di idee su come usare l’AI nei propri processi produttivi e alcune delle proposte selezionate sono già in via di sviluppo.

Curiosamente, la società è stata una delle 18 aziende giapponesi del settore anime e manga che, insieme all’associazione CODA (Content Overseas Distribution Association), hanno criticizzato pubblicamente il sistema Sora2 di OpenAI, accusandolo di generare contenuti troppo simili a opere originali di loro proprietà.

Sul fronte economico, la compagnia ha registrato vendite nette per 133,8 miliardi di yen (circa 802,8 milioni di euro) nella prima metà dell’anno fiscale 2026, con un calo del 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tuttavia, l’utile operativo è salito del 29%, raggiungendo 27,2 miliardi di yen (circa 163,2 milioni di euro).

Un bilancio in chiaroscuro, insomma, che riflette una fase di transizione di un colosso. Nel frattempo, comunque, per assicurarsi di non perdere la fetta europea di fan, la compagnia porta avanti la sua collaborazione con Bandai Namco.

Appassionata di scrittura ed innamorata della cultura giapponese, trovo ispirazione sia nei racconti in cui mi immergo sia nei videogiochi che esploro. Attraverso manga, anime e la ricca tradizione artistica del Giappone, coltivo la mia creatività e la mia curiosità per mondi nuovi e avvincenti.

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