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YoRHa: Assalto a Pearl Harbor 1, la recensione del prequel di cui avevamo bisogno

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YoRHa: Assalto a Pearl Harbor conclusione

YoRHa: Assalto a Pearl Harbor 1 promette di svelare retroscena e approfondimenti su un mondo già noto per la sua complessità ai fan dell’universo di Nier. Grazie alla collaborazione con Edizioni BD e J-Pop, abbiamo avuto il piacere sfogliarlo in anteprima.

Avventurarsi nell’universo creato da Yoko Taro è come intraprendere un viaggio attraverso un labirinto intricato di emozioni, narrazioni stravaganti e spunti filosofici. La cornice creata dall’esuberante e particolare papà dell’universo di Nier: Automata si districa attraverso diversi mezzi di comunicazione: console, manga, spettacoli teatrali, anime… perché ogni medium fornisce agli amanti della saga metodi di fruizione alternative.

Edito in Italia da J-Pop, YoRHa: Assalto a Pearl Harbor è il prequel del pluripremiato videogioco, con oltre sette milioni di copie vendute nel mondo, ottime recensioni da parte della critica e svariati riconoscimenti, tra cui due candidature per i Golden Joystick Awards e il The Game Awards 2017 come miglior colonna sonora.

Scopriamo insieme cosa ci riserva il primo volume del manga di Taro.

Copertina YoRHa

Copertina del volume 1 targato J-Pop


Trama


YoRHa: Assalto a Pearl Harbor si situa in un futuro lontano, dove la Terra è stata invasa da biomacchine aliene, costringendo l’umanità a rifugiarsi sulla Luna. La risposta all’aggressione aliena si materializza attraverso gli androidi di sesso femminile chiamate unità YoRHa, una nuova forza militare con la missione di riconquistare il pianeta.

La storia, ambientata nell’anno 11941, segue l’evoluzione delle androidi e le loro relazioni mentre affrontano le biomacchine in una guerra senza fine. La squadra, capitanata da N°1 e composta da sedici unità, viene inviata sulla Terra per infliggere un attacco strategico alle forze nemiche. Dopo un colpo di scena iniziale che vede la decimazione del gruppo a causa di un attacco nemico, però, sarà N°2 a prendere il comando.

Il quartetto di sopravvissute farà la conoscenza di un altro gruppo di androidi superstiti, atterrate sulla Terra molti, moltissimi anni prima. Chi di voi ha visto la serie anime Nier:Automata Ver1.1a presente su Cruchyroll capirà immediatamente in quale lasso temporale si svolge la vicenda. Per essere più precisi, parliamo proprio dell’episodio 6 intitolato [L]one Wolf. Non ci dilungheremo oltre con le anticipazioni per evitarvi spoiler.


Peculiarità


Ciò che rende YoRHa: Assalto a Pearl Harbor unico è l’approccio di Yoko Taro alla scrittura, noto come backwards scriptwriting. Inizia la narrazione partendo dal finale, aggiungendo elementi opzionali che rendono la trama suggestiva e soprattutto emotiva.

Questo stile, sebbene non sia una novità in sé, assume sfumature particolari in un contesto come quello videoludico di NieR: Automata, dove le scelte dei giocatori influenzano il percorso narrativo.

Nel videogioco, infatti, la trama si sviluppa attraverso eventi opzionali, in particolare quelli legati alla protagonista A2, offrendo uno sguardo più profondo in un mondo già complesso. La capacità di Yoko Taro di mescolare emozioni grottesche con momenti di pura drammaticità contribuisce a costruire un’esperienza coinvolgente, sebbene la sottile linea tra la comprensione e la perdita di dettagli possa sfuggire a chi non è attento.


Androidi e biomacchine


Il prequel esplora il debutto delle unità YoRHa durante la 14a Guerra delle Macchine, introducendo una N°2 alle prime armi, lontana dalla fredda e razionale A2 di Nier: Automata.

Le androidi mostrano emozioni e vulnerabilità in questa fase iniziale, offrendo uno sguardo più umano rispetto alla loro rappresentazione nei giochi successivi. Anemone, un modello di androide precedente, gioca un ruolo significativo, creando connessioni intriganti tra le generazioni di androidi.

Le tematiche centrali di NieR: Automata, come l’identità, la guerra e la vita eterna, vengono affrontate anche in questo prequel. Le relazioni complesse tra biomacchine e androidi, così come la sfumatura grigia tra amici e nemici, gettano le basi per una narrazione che intriga e stimola la riflessione.


Dettagli tecnici 


Il volume, presentato nel formato 12.4 x 18 con pagine in bianco e nero, si distingue per alcuni dettagli extra tra i capitoli e l’aggiunta di bozzetti finali, arricchendo l’esperienza visiva complessiva. Questi dettagli tecnici confermano l’impegno nell’offrire un prodotto completo e curato.

Il manga offre una combinazione di azione e approfondimento emotivo. I disegni di Megumu Soramichi, che richiamano l’estetica del videogioco, trasmettono spettacolarità anche nelle scene statiche. Le biomacchine, le androidi e gli scontri sono resi in modo spettacolare, con dettagli ricchi, mantenendo un equilibrio visivo che si sposa bene con il ritmo narrativo.

L’uso di fan service, evidente nelle rappresentazioni delle androidi, potrebbe inizialmente sorprendere i nuovi lettori, ma la qualità della scrittura e la caratterizzazione dei personaggi superano questi elementi superficiali.

Press Kit da J-Pop


Conclusioni


Abbiamo tra le mani un capitolo avvincente, che arricchisce l’universo creato dal maestro Yoko Taro. La sua stravagante creatività narrativa, insieme alla matita del maestro Megumu Soramichi, rende questo primo volume dei quattro previsti un must have per i veri amanti dell’universo di Nier.

Pur non essendo privo di piccoli dettagli trascurabili, l’opera ci è sembrata coinvolgente, aggiungendo nuovi strati alla storia già intricata del videogioco. Con una combinazione di azione avvincente, approfondimenti emotivi e narrazione originale, il manga si posiziona come un contributo significativo da non lasciarsi scappare. Siamo soltanto all’inizio della saga, ma le aspettative sono già alte.

Nel caso voleste approfondire l’argomento, non perdetevi l’anime su Crunchyroll e la nostra recensione del videogioco Nier: Automata.

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