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Cambiamenti all’orizzonte in casa Netflix con l’arrivo del “paid sharing”

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Netflix
Il colosso dell’intrattenimento inizia il test di una nuova mossa dell’account-sharing crackdown: arriva il “paid sharing

È ufficialmente iniziato il test dell’ultimissimo tentativo del più amato servizio di streaming al mondo per impedire la condivisione dell’account tra utenti. Infatti, in Cile, Costa Rica e Perù (mercati di prova della compagnia) è ufficialmente entrato in vigore il “paid sharing, annunciato il marzo scorso da Netflix. Questa è una nuova opzione di abbonamento che permette di accorpare differenti account in un’unica forma di pagamento, con un aumento della rata. Sembra essere questa l’ultima soluzione trovata dal colosso americano al diffusissimo fenomeno dell’account-sharing (condivisione dell’account).

Sono ormai anni che sentiamo parlare di come Netflix voglia impedire la condivisione degli account tra i suoi utenti. Tutto è iniziato nel 2021, quando il sito di streaming ha introdotto la verifica in due passaggi. La necessità d’inserire un codice di quattro cifre ricevuto per mail, tuttavia, non è stata sufficiente a far desistere gli utenti dalla condivisione. Da allora i tentativi del colosso di Los Gatos per aggirare il fenomeno sono stati numerosissimi, il più recente dei quali è l’introduzione di un’altra formula di abbonamento: un servizio “ridotto” con la pubblicità.

Si sono susseguite molte notizie sull’argomento e sono sempre state seguite da convinte critiche da parte degli utenti, principalmente per via dei prezzi del servizio. La nuova manovra permette di aggiungere o di accorpare a un account (nuovo o già esistente) a un altro. Questo accorpamento aumenta il costo di circa due o tre euro (a seconda del paese). A questa nuova opzione di abbonamento ovviamente in questi paesi sono entrate in vigore misure più restrittive sull’utilizzo di un account in una località diversa da quella dove risiede il possessore dell’account (come si può leggere nelle linee guida per la condivisione dell’account pubblicate per il Cile).

A questo punto sembra necessaria una riflessione: l’obiettivo di Netflix è sempre stato quello di fornire un servizio che potesse essere condiviso tra conviventi. Ogni funzionalità aggiunta per personalizzare l’utilizzo da parte di più utenti (come l’uso simultaneo di più schermi o la possibilità d’impostare differenti profili) è sempre stata mirata a rendere più semplice la suddivisione di un’unica piattaforma di streaming nella singola abitazione. Tuttavia, queste funzionalità hanno fatto sì che sempre più utenti non conviventi condividessero password e account con persone al di fuori del proprio nucleo familiare. Si stima che solo nel 2019 il colosso abbia perso 9,1 bilioni d’introiti per via di questa pratica diffusa in tutto il mondo.

A inizio anno Netflix ha annunciato anche che il paid sharing sarà diffuso più ampiamente nel corso del 2023. Non ci resta che seguire gli sviluppi in attesa degli esiti dei test di mercato. Nel frattempo, vi consigliamo di leggere le ultime novità sull’anime di Monster e sull’ultimo teaser di Ultraman.

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