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Crisi nel settore dell’animazione italiana: il governo blocca i finanziamenti

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Nonostante il parere contrastante del MIC e della Commissione Cultura, il Consiglio dei Ministri ha deciso di procedere al taglio 

Il governo ha recentemente preso una decisione che ha scosso il settore dell‘animazione italiana e le conseguenze potrebbero essere devastanti: l’eliminazione dei finanziamenti mette a rischio circa 6.000 posti di lavoro, soprattutto tra i giovani creativi che producono contenuti per i più piccoli.

Questa scelta ha provocato un’ondata di critiche da parte di diversi attori del settore, tra cui l’associazione CartoonItalia, che ha definito la mossa “inspiegabile”.

Secondo i referenti di CartoonItalia, la sotto-quota animazione avrebbe avuto un impatto positivo sul mercato internazionale, conferendo al settore una maggiore competitività.

Tuttavia, questa possibilità è stata ora cancellata, lasciando campo libero ai giganti americani e asiatici. Questa decisione minaccia di indebolire ulteriormente la già precaria situazione dell’industria italiana.

Maria Carolina Terzi, presidente di CartoonItalia, ha espresso la sua delusione riguardo alla mancanza di lungimiranza del governo, che sembra non comprendere l’importanza strategica del settore dell’animazione per l’economia italiana.

Terzi ha, inoltre, sottolineato che il settore conta su oltre 50 aziende e impiega migliaia di giovani talentuosi, che si trovano ora ad affrontare un futuro incerto a causa di questa decisione.

Inoltre, la revoca dei finanziamenti per i cartoni animati italiani mette in evidenza il monopolio della RAI nel settore dell’animazione, limitando l’offerta di contenuti e ostacolando la diversificazione del mercato.

Andrea Occhipinti, CEO di Lucky Red, ha definito la situazione come “un vero peccato”, evidenziando l’importanza dell’animazione come forma di cinema facilmente esportabile. Occhipinti ha lamentato l’innegabile fuga di talenti italiani verso altri paesi, in cerca di opportunità migliori.

La decisione del governo italiano di revocare i finanziamenti per i cartoni animati Made in Italy rappresenta un duro colpo per un settore creativo e innovativo, mettendo in pericolo non solo migliaia di posti di lavoro, ma anche l’identità culturale e l’eccellenza del made in Italy nel panorama internazionale.

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