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Solo Leveling: recensione di un anime assoluto

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Solo Leveling

La prima stagione è terminata! Com’è stato l’adattamento della A-1 Pictures per l’opera di Chugong? Ecco la recensione di Solo Leveling, un anime destinato a lasciare il segno!

Solo Leveling nasce nel 2016 come serie di light novel scritta e illustrata da Chugong, pubblicata sulla piattaforma digitale KakaoPage. Due anni dopo, sulla medesima piattaforma, sbarca quello che diventerà uno dei webcomics più celebri degli ultimi anni, un manhwa omonimo supportato dai disegni di DUBU del Redice Studio. Purtroppo, è stata annunciata la morte di questo iconico artista, avvenuta il 23 luglio del 2022, solo qualche mese dopo la conclusione del progetto.

In Italia, la pubblicazione del manhwa è iniziata il 21 aprile del 2021, grazie alla casa editrice Star Comics.

Il 6 gennaio 2024, è arrivato il primo episodio di Solo Leveling, disponibile sulla piattaforma di streaming di Crunchyroll, in collaborazione con Aniplex. L’adattamento di questa prima stagione in 12 episodi è stato prodotto dalla A-1 Pictures, studio noto per 86 – Eighty Six, Kaguya-sama: Love is War, Blue Exorcist, Sword Art Online e Nier: Automata Ver1.1a.

Il  30 marzo 2024, il mondo ha assistito al finale della prima stagione. Nella recensione dei primi episodi, si era constatato che le alte aspettative maturate nell’animo di tutti gli appassionati potevano ritenersi soddisfatte. Adesso, al termine del dodicesimo episodio, si può decisamente riaffermare il successo della serie!


Semplice ma efficace


In un mondo alternativo ma analogo alla nostra contemporaneità, più di dieci anni prima degli eventi narrati sono apparsi i gate, portali misteriosi dentro cui si celano dungeon e dimensioni sconosciute. Il protagonista Sung Jinwoo vive a Seoul, dove lavora come hunter. Queste nuove figure sono diventate, nell’ultimo decennio, fondamentali per la società. Infatti, insieme all’arrivo dei portali alcune persone hanno sperimentato un “risveglio”, ossia l’acquisizione di poteri invariabili che permettono loro di affrontare le creature che si annidano all’interno dei gate. Questi individui hanno dunque il compito di farsi strada nei dungeon per affrontarne il boss finale. Se non viene sconfitto, il portale si apre, riversando i propri mostri nel mondo umano.

Sung Jinwoo in una scena dell'anime di Solo LevelingAnche Sung acquisisce nuove capacità che sono, però, estremamente scarse. Definito “l’arma più debole dell’umanità”, rimane spesso ferito durante i combattimenti, senza ottenere molti risultati. Tuttavia, a causa di una traumatizzante esperienza in un inquietante dungeon, entra in contatto con una nuova e potente abilità chiamata Sistema. È questo avvenimento a dare il via all’appassionante storia di Solo Leveling.

La trama originale, in senso lato, viene rispettata nell’anime. Tuttavia, per l’adattamento sono state implementate scelte intelligenti e consapevoli dell’ampia fama del manhwa. Era prevedibile che molti fan si sarebbero precipitati su Crunchyroll a vedere, quantomeno, le prime puntate. Tenendo probabilmente conto di ciò, sono stati aggiunti frammenti di scene che nell’opera originale hanno fatto parte di eventi più tardivi. Così facendo, l’attenzione del pubblico poteva rimanere vivida durante la totale durata della stagione. La regia di Shunsuke Nakashige si dimostra, in questo senso, decisamente azzeccata.

Un evento esemplificativo di questa scelta risiede nell’emozionante sequenza iniziale. Per coloro ignari delle vicende di Solo Leveling, resta un intrigante incipit in medias res, una situazione particolare da scoprire nel corso della serie. Allo sesso tempo, per i lettori del manhwa rappresenta un’incredibile ricordo che aumenta la curiosità nel capire com’è stato gestito l’adattamento di uno degli archi narrativi più sorprendenti. Inoltre, l’introduzione precoce di molti personaggi dona spessore alla trama, che anticipa gradi approfondimenti su di essi mentre soddisfa subito l’impazienza dei lettori nel vedere queste personalità cardine nel vasto universo dell’opera.


Tecnica eccelsa


La sigla, che presagisce combattimenti mozzafiato, non delude. In quanto elemento fondamentale della narrazione, le scene di battaglia soddisfano appieno le aspettative. L’’utilizzo della CGI non interferisce quasi mai con la fluidità dell’azione, sempre concitata e spesso accompagnata dai pensieri del protagonista. Si può dire che la A-1 Pictures e la Production I.G., responsabile della grafica di movimento, abbiano colto in pieno l’idea del combattimento che trasuda dalle tavole di DUBU. I colori sgargianti accompagnano sia le lotte che i momenti di quiete apparente, coinvolgendo lo spettatore in un prodotto curato nei minimi dettagli.

Solo LevelingAll’ambito tecnico si uniscono le musiche di Hiroyuki Sawano, emblematico artista conosciuto soprattutto per il suo lavoro in Attack on Titan. La colonna sonora segue rispettosamente il flusso delle vicende, focalizzandosi sulle sensazioni da esse scaturite. Nell’adattamento animato di Solo Leveling appare così un nuovo pilastro, pronto a sorreggerne la trama con una piacevole e perfetta coerenza.

Sia la sigla iniziale che quella finale sembrano rappresentare due delle colonne portanti di questa storia. La canzone “LEveL” del gruppo TOMORROW X TOGETHER ne sottolinea la vivacità. Invece, krage canta “request”, una sigla finale che sembra fare riferimento a quelle caratteristiche più introspettive tipiche di Sung Jinwoo. La follia manifestata da questa canzone e, soprattutto, dalle sue immagini a metà tra il reale e l’immaginario, acquista sempre più senso man mano che si susseguono gli episodi, rimanendo però sempre criptica e a tratti inquietante.

Un ulteriore e rimarchevole elemento che contribuisce alla riuscita dell’anime è il doppiaggio. Bisogna riconoscere l’indubbia bravura dei doppiatori originali, soprattutto di Taito Ban, che si è rivelato un ottimo Sung Jinwoo. Incredibilmente versatile, ha ricoperto egregiamente la vasta gamma di emozioni che questo protagonista prova e che, di conseguenza, trasmette agli spettatori. A ciò si aggiunge, come una squisita ciliegina sulla torta, la disponibilità di un soddisfacente doppiaggio italiano. Grazie ad esso, si accorciano le distanze tra l’opera e il grande pubblico in Italia. Ogni spettatore può, giustamente, scegliere in che modo immergersi completamente nelle vicende di Solo Leveling.


Assoluto


La parola più rappresentativa per Sung Jinwoo è “assoluto”. Brevemente accennata nei paragrafi precedenti, la trama di Solo Leveling non risulta particolarmente innovativa. Ciò non significa che non sia avvincente o piacevole, ma al suo interno sono presenti elementi riconoscibili in altre opere vicine al medesimo genere. Dunque, qual è l’elemento che più tra tutti ha catturato l’attenzione di un pubblico così vasto e appassionato?

Solo LevelingProbabilmente, la risposta varia da persona a persona, ma una cosa rimane chiara alla totalità di coloro che si sono approcciati al prodotto: Sung Jinwoo è, letteralmente, la star della propria opera. Con la sua unicità, illumina completamente le vicende narrate. Come un amplificatore, esalta tutti gli aspetti più appassionanti del racconto, portandoli al livello successivo.

Se molti elementi rimangono legati a doppio filo con i canoni dell’isekai o dello shōnen, questo personaggio è invece in grado di saltare a piè pari oltre gli stereotipi. Così facendo, arricchisce i tòpoi tradizionali di entrambi i generi. Senza Sung Jinwoo, la trama di Solo Leveling non esisterebbe e viceversa. Infatti, la storia si plasma attorno a lui, modificandosi in modo da favorirlo in quanto centro gravitazionale della narrazione.

Così come la sigla finale si ancora fortemente alla realtà, anche Sung si mostra agli occhi dello spettatore realisticamente. Lasciando scivolare via la tipica benevolenza indiscriminata dei protagonisti di manga e anime rivolti ad un pubblico di giovani uomini, accoglie nel suo carattere nuovi livelli di profondità.

Questo giovane uomo si destreggia in una giocoleria di sensazioni interne che contribuiscono a renderlo sorprendentemente umano. Il dolore, la gioia, la paura, la rabbia e mille altre emozioni si riversano nella sua personalità come un fiume in piena. In questo modo, le sue azioni si rivelano, talvolta, moralmente ambigue e perciò per nulla scontate. Intrappolato in una gabbia di luci e ombre, forgia il suo carattere in un contesto ostile. Le difficoltà che incontra, però, non sono solo circoscritte all’interno dei dungeon, ma si palesano, una dietro l’altra, nella sua vita terrena. Proprio per il suo dualismo e la sua complessità può dirsi, decisamente, un protagonista assoluto, capace di reggere sulle spalle un universo creato appositamente per lui.


Level Up!


Quando esce un anime del calibro di Solo Leveling, le opinioni del pubblico esplodono in mille pezzi, prendendo direzioni tutte diverse tra loro. C’è chi lo ama e chi lo odia, chi ne rimane indifferente, deluso o anche inaspettatamente stupito. Insomma, come per qualsiasi cosa, si possono trovare sia motivi per amare che per odiare questa storia. Eppure, l’adattamento anime è riuscito a sottolineare tutti quei motivi per cui il prodotto è da amare.

Per quanto il personaggio di Sung rappresenti, come detto, il caposaldo dell’opera, non è abbastanza per spiegarne la fama. L’anime ha decisamente aggiunto valori in più alla light novel originale. Le animazioni, la colonna sonora, il doppiaggio, sono tutti elementi apprezzabili, questo è poco ma sicuro. Tuttavia, la ragione per cui Solo Leveling ha fatto il suo successo fin dal suo adattamento manhwa è forse più scontata di quel che sembra: è divertente.

Ovviamente, con questo termine non si fa riferimento alla comicità. È divertente perché quando una trama apparentemente semplice viene trattata come un meraviglioso diamante, allora lo diventa per davvero. Tutti gli elementi si fondono tra loro alla perfezione, mantenendo una coerenza costante nel corso degli episodi. I cliffhanger possono sembrare inizialmente fastidiosi, ma la felicità nel trovare, puntualmente, un nuovo episodio ogni sabato su Crunchyroll per scoprire cos’è successo, fa scomparire i sette giorni d’attesa come se nulla fosse.

Per lo stesso motivo e soprattutto per la qualità tecnica con cui è stata realizzata la serie, si può anche perdonare la presenza del tanto odiato episodio 7.5, riassunto degli episodi precedenti effettivamente superfluo ma altrettanto trascurabile da parte del pubblico.

La trasposizione può dunque dirsi riuscita. È stata in grado di tenere incollati allo schermo appassionati e non, tutti quanti curiosi delle esperienze di Sung Jinwoo. Solo Leveling ci ricorda l’importanza di un intrattenimento puro e semplice, qualcosa in grado di immergere con leggerezza la mente dello spettatore in una storia avvincente. Nella trepidante attesa dell’uscita di nuovi ed emozionanti episodi, possiamo dire che, ogni tanto, ci si può anche divertire!

#INBREVE
4.5

Più di quel che sembra

Tra combattimenti mozzafiato e personaggi intriganti, Solo Leveling fa dono al pubblico di un’opera semplice, divertente e memorabile. L’incredibile protagonista Sung Jinwoo afferra con determinazione la mano dello spettatore, per accompagnarlo attraverso una storia fatta di mondi alternativi ed emozioni dirompenti. Con una tecnica rimarchevole, l’adattamento animato riesce a raccogliere tutto il bello dell’opera originale, rendendola piacevolmente appassionante!

Studentessa brianzola di 22 anni. Frequento Mediazione linguistica e culturale presso l'Università Statale di Milano. Da circa dieci anni coltivo una grande passione per il mondo animanga. Questo interesse con il tempo si è ampliato alla lingua e alla cultura asiatica, il che mi ha portato a scegliere come lingue di studio il cinese e il giapponese. Per circa sei mesi ho lavorato come commessa in una fumetteria. Inoltre, durante il quarto anno di liceo linguistico ho vissuto a Phoenix in Arizona per dieci mesi.

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