One Piece capitolo 1193: analisi e approfondimento
One Piece capitolo 1193: il tuo appuntamento settimanale
Benvenuti nella rubrica settimanale di approfondimento su One Piece, in cui ogni settimana andiamo a fondo nei nuovi capitoli del manga, tra colpi di scena, teorie e dettagli che vi siete (forse) persi; si continua oggi proprio con il capitolo 1193 di One Piece, ma attenzione: da qui in avanti ci sono spoiler belli grossi.
L’analisi si basa sulle raw scans disponibili prima della pubblicazione ufficiale, che in italiano arriva con un certo ritardo attraverso i volumi cartacei o digitali pubblicati da Star Comics. Il capitolo ufficiale è, invece, disponibile ogni domenica in varie lingue, tra cui l’inglese, sul sito MANGA Plus.
In caso vi foste persi gli eventi cruciali del capitolo precedente, niente paura: trovate disponibile sul nostro sito l’approfondimento completo sul capitolo 1192 di One Piece, dove abbiamo analizzato gli avvenimenti principali.
Se non siete in pari con il manga, fate un passo indietro. Se lo siete, siete nel posto giusto.
I Mugiwara in un’immagine tratta dall’anime di One Piece – © Eiichiro Oda / Toei Animation / ShueishaAttenzione: l’articolo contiene spoiler per chi non fosse in pari con i capitoli del manga.
“Sto ancora facendo pratica”
Il capitolo 1193 di One Piece riparte esattamente da dove ci aveva lasciati il precedente: Luffy e Loki hanno colpito Imu, ma abbattere il Re del Mondo è tutta un’altra storia.

L’attacco combinato dei due è stato devastante. Imu viene scaraventato contro l’Albero Adam con una violenza tale da danneggiarne persino l’enorme tronco, lasciando senza parole Gaban e Hajrudin.
Eppure, la sensazione di vittoria dura pochissimo.
Oda ci mostra Imu nuovamente in piedi, più demoniaco che mai, pronto a scatenare tutta la sua furia, in una vignetta da brividi che sembra voler ricordare al lettore quale sia realmente la distanza tra riuscire a colpirlo e riuscire a sconfiggerlo.
Il cuore di Nika smette di battere
Luffy non ha alcuna intenzione di lasciare respirare Imu. Sa perfettamente che il suo avversario può rigenerarsi e vuole approfittare dell’impatto dell’attacco precedente per tornare immediatamente alla carica.
Al suo fianco, Loki sembra finalmente pronto a giocare la sua carta più attesa. Il principe di Elbaph comincia a trasformarsi e Oda ci concede soltanto un accenno della sua forma ibrida, ancora una volta nascosta attraverso una silhouette. Una scelta quasi crudele considerando quanto a lungo il manga stia costruendo l’attesa attorno al vero potenziale di Loki.
Ma proprio quando i due sembrano pronti a continuare l’assalto, qualcosa si interrompe. I Tamburi della Liberazione rallentano. Il battito di Luffy comincia a tornare normale e le sue energie svaniscono, ed è interessante soprattutto il modo in cui Luffy reagisce.
La volontà di Nika

Luffy non parla semplicemente del Gear Fifth come di una trasformazione che sta terminando, ma si rivolge direttamente al proprio Frutto del Diavolo. Lo implora di resistere ancora, almeno finché Imu non sarà stato sconfitto.
Ed è impossibile ignorare quanto questa scena acquisti peso alla luce di ciò che sappiamo sui Frutti del Diavolo Zoan. Fin da Wano ci è stato spiegato che questi frutti possiedono una volontà propria e, nel caso del modello Nika, questa caratteristica assume inevitabilmente un significato ancora più particolare.
Perché Luffy non sta semplicemente cercando di spremere le ultime energie dal proprio corpo, sta chiedendo qualcosa a Nika. E subito dopo arriva quel piccolo, apparentemente insignificante: «Mh?»
Luffy sembra percepire qualcosa, e Oda interrompe immediatamente la scena.
Potrebbe non significare nulla di più di un ultimo sussulto del Gear Fifth. Oppure potrebbe essere il primo indizio di un’evoluzione nel rapporto tra Luffy e il proprio Frutto.
Non necessariamente una nuova trasformazione, quanto forse un livello ulteriore del Risveglio, nel quale la volontà dello Zoan smette di essere soltanto qualcosa che Luffy manifesta inconsapevolmente e diventa qualcosa con cui riesce realmente a entrare in sintonia.
Se così fosse, sarebbe un passaggio enorme, perché per la prima volta Luffy non starebbe semplicemente utilizzando il potere di Nika, ma starebbe comunicando con esso.
Il risveglio di Gunko
Dal cuore dello scontro la scena si sposta sul Sentiero dell’Albero Adam, dove Franky, Jinbe, Nami e Brook osservano le conseguenze della battaglia.
Ed è qui che finalmente accade qualcosa che Oda rimandava da diversi capitoli. Gunko apre gli occhi.

ksuky on Pinterest – Immagine: © Eiichiro Oda / Shueisha – Uso editoriale
Brook rimane accanto a lei, quasi a proteggerla, e dopo tutto ciò che Oda ha costruito intorno al rapporto tra i due è difficile immaginare che il suo risveglio possa essere semplicemente funzionale alla battaglia, nonostante ci siano tutte le prerogative narrative per averla come nuova alleata.
Il vero confronto potrebbe essere emotivo. Ma chi troveremo dietro quegli occhi? La Gunko plasmata dal Governo Mondiale? Oppure quella Shuri che sembra ancora esistere da qualche parte sotto tutto ciò che le è stato imposto?
Oda, ancora una volta, apre la porta e passa oltre.
Il segreto custodito da Biblo
La stessa strategia narrativa viene utilizzata nella Biblioteca del Gufo.
Chopper fa da tramite per Biblo, che conduce Robin e gli altri davanti a un enorme forziere cubico tramandato dalla generazione precedente. Al suo interno dovrebbero trovarsi due cose: una lettera e uno strumento.
Robin suggerisce comprensibilmente di rimandare tutto alla fine della battaglia. Biblo, però, insiste. Deve essere aperto adesso.
Ed è proprio questa urgenza a rendere il contenuto del forziere molto più interessante.
Considerando le dimensioni dell’oggetto e soprattutto la presenza di Robin, viene quasi naturale chiedersi se quella che Biblo definisce una “lettera” possa essere qualcosa di molto diverso da un semplice foglio. Un Poneglyph? Non sarebbe assurdo.
Un messaggio lasciato nel passato e tramandato per generazioni potrebbe perfettamente assumere quella forma, soprattutto considerando quanto Elbaph sia ormai profondamente collegata alla storia perduta del mondo.
Ma ancora più intrigante è lo strumento. Se Biblo ritiene necessario recuperarlo nel pieno dell’invasione di Imu, è difficile pensare che si tratti semplicemente di un reperto storico. Potrebbe essere qualcosa di funzionale alla battaglia. Un’arma? Un lascito proveniente da un’epoca in cui qualcuno aveva già affrontato una minaccia simile?
Per ora possiamo soltanto speculare. Ma se il contenuto di quel forziere è stato tramandato per generazioni aspettando il momento giusto per essere aperto, allora forse quel momento non è arrivato casualmente.

Sanji punta direttamente alla fonte
Il capitolo 1193 di One Piece ci porta poi al Villaggio Occidentale, dove la situazione rimane disperata.
I Pirati Guerrieri Giganti continuano a fronteggiare Zaza, la Dea della Pioggia, nata dagli incubi generati attraverso il potere di Killingham. La strategia, però, è ormai chiara. Non serve continuare a combattere gli incubi uno alla volta, bisogna eliminare chi li sta creando. Ed è esattamente ciò che intende fare Sanji.

Mentre i giganti cercano di resistere e guadagnare tempo, il cuoco dei Mugiwara punta direttamente Killingham, consapevole che abbattere il Cavaliere Divino significherebbe eliminare alla radice la minaccia che sta devastando quella parte dell’isola.
Sanji non sembra avere alcuna intenzione di andarci piano e lo scontro entra finalmente nel vivo, suggerendoci che il cuoco sia ormai pronto per sviluppare l’Haki del Re. Soprattutto dopo quanto scopriamo nella scena successiva.
La bellezza della violenza
La parte finale del capitolo 1193 di One Piece appartiene infatti completamente a Zoro e Sommers. E Oda fa di tutto per rendere il Cavaliere Divino ancora più detestabile.
Sommers parte con uno sproloquio che trasforma la violenza in qualcosa da contemplare, quasi da venerare. Nei suoi monologhi c’è una concezione distorta e quasi erotica della sofferenza, come se infliggere dolore fosse una forma d’arte e lui fosse l’unico in grado di comprenderne realmente la bellezza.
Davanti a lui, però, c’è probabilmente la persona peggiore con cui tentare questo genere di spettacolo. Zoro non lo sta praticamente ascoltando. Mentre Sommers continua il proprio delirio, lo spadaccino riflette.
Le spine generate dal Cavaliere Divino lo circondano e la Spada dell’Ira, Gram, brandita dallo stesso Sommers, è pronta a colpire, ma Zoro sembra molto più interessato a risolvere il problema che ha davanti che alla minaccia stessa.
E il pezzo mancante arriva dalle parole di Loki.

Il cuore dei Cavalieri Divini
Zoro ripensa infatti al racconto del Principe di Elbaph in merito alla morte di Harald. Quando il sovrano di Elbaph era ormai diventato un Cavaliere Divino, fu lui stesso a indicare a Loki il modo per fermarlo. Colpirlo al cuore.
Se anche Sommers condivide la stessa natura di Harald, allora il segreto della rigenerazione dei Cavalieri Divini potrebbe nascondersi proprio lì, in quel cuore apparentemente metallico. Ma individuarlo non basta. Per distruggerlo serve un colpo capace di superare ciò che li rende apparentemente immortali. Ed è qui che entra in gioco l’Haki del Re.
Zoro cerca di concentrare e rivestire il proprio attacco con quel potere che possiede, ma che ancora non padroneggia completamente. Sommers, nel frattempo, è convinto di averlo ormai in pugno. Le spine si stringono attorno allo spadaccino e Gram è pronta a calare su di lui.
Poi, improvvisamente, Zoro parte. Le spine vengono tagliate e in un istante lo spadaccino attraversa la difesa di Sommers, trafiggendolo con una precisione impressionante.
La lama arriva vicinissima al cuore, ma lo manca di pochissimo.

«Sto ancora facendo pratica»
Ed è qui che la scena conclusiva del capitolo 1193 di One Piece diventa quasi catartica. Sommers, che fino a pochi istanti prima descriveva la violenza e la sofferenza con un piacere quasi perverso, si ritrova improvvisamente dall’altra parte, urlando disperatamente.
Zoro lo osserva con uno sguardo glaciale, quasi infastidito più dal proprio errore che dall’avversario che ha davanti. Poi arriva la frase che dà il titolo al capitolo: «Scusa, sto ancora facendo pratica.»
Ed è probabilmente questo a rendere il momento così riuscito. Zoro non sta semplicemente provocando Sommers, sta dicendo la verità. Ha capito dove deve colpire. Ha capito quale potere deve utilizzare. Gli manca soltanto la dimestichezza necessaria per farlo.
E considerando quanto è già potente questa sequenza sulla carta, sarà interessante vedere quanto potrà diventare devastante quando arriverà il momento della sua trasposizione animata.
Un capitolo che promette senza mantenere. Volutamente.
Il capitolo 1193 di One Piece è dunque un capitolo particolare. Succedono molte cose, ma quasi nessuna arriva realmente a conclusione.
Vediamo la silhouette della forma ibrida di Loki, ma non la forma ibrida di Loki. Luffy percepisce qualcosa dopo aver parlato al proprio Frutto, ma non scopriamo cosa.
Gunko apre gli occhi, ma non sappiamo chi si sia realmente risvegliata. Biblo presenta un forziere contenente una lettera e uno strumento, ma non vediamo cosa contiene.
Sanji affronta Killingham, ma il combattimento è appena cominciato. Persino Zoro arriva a pochi centimetri dalla possibile soluzione al mistero dei Cavalieri Divini.
È quasi come se Oda avesse costruito l’intero capitolo attorno alla stessa idea di portare ogni situazione sulla soglia della risposta e fermarsi un istante prima.
Potrebbe essere frustrante, ma è anche ciò che rende il 1193 un capitolo di panoramiche e preparazione molto più interessante del solito.
La prossima settimana One Piece sarà in pausa per lo stop di Weekly Shonen Jump legato alla Silver Week.
Spero di trasmettere, attraverso parole appassionate, le emozioni che provo leggendo manga e guardando anime, esplorando gli spunti di riflessione umana che queste storie sanno accendere.










