One Piece capitolo 1168: analisi e approfondimento

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One Piece capitolo 1168: il tuo appuntamento settimanale


Benvenuti nella rubrica settimanale di approfondimento su One Piece, in cui ogni settimana andiamo a fondo nei nuovi capitoli del manga, tra colpi di scena, teorie e dettagli che vi siete (forse) persi; si continua oggi proprio con il capitolo 1168 di One Piece, ma attenzione: da qui in avanti ci sono spoiler belli grossi.

L’analisi si basa sulle raw scans disponibili prima della pubblicazione ufficiale, che in italiano arriva con un certo ritardo attraverso i volumi cartacei o digitali pubblicati da Star Comics. Il capitolo ufficiale è, invece, disponibile ogni domenica in varie lingue, tra cui l’inglese, sul sito MANGA Plus.

In caso vi foste persi gli eventi cruciali del capitolo precedente, niente paura: trovate disponibile sul nostro sito l’approfondimento completo sul capitolo 1167 di One Piece, dove abbiamo analizzato gli avvenimenti principali.

Se non siete in pari con il manga, fate un passo indietro. Se lo siete… siete nel posto giusto.

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I Mugiwara in una Color Spread tratta dal manga One Piece – Immagine: © Eiichiro Oda / Shueisha – Uso editoriale

Attenzione: l’articolo contiene spoiler per chi non fosse in pari con i capitoli del manga.


One Piece capitolo 1168: “La neve di Elbaf”


Cover a richiesta: Guanti di lana e presagi di neve

Il capitolo 1168 di One Piece si apre con una cover a richiesta dal sapore leggero e quasi terapeutico: una famiglia di pecore intenta a lavorare a maglia sei guanti per Hatchan. Un’immagine tenera e buffa, che ci strappa un sorriso prima di precipitare nelle rivelazioni sempre più inquietanti legate al marchio dei Cavalieri di Dio. E con l’inverno che si preannuncia rigido anche per noi, vien quasi voglia di chiedere a quella famiglia di pecore di farne un paio anche per il lettore! Tra l’altro, il titolo del capitolo “La neve di Elbaf” si allinea alla perfezione con questa atmosfera di gelo e di candida ironia, prima che la storia torni a farsi cupa.

One Piece 1168 cover
Cover del capitolo 1168 di One Piece – Immagine: © Eiichiro Oda / Shueisha – Uso editoriale
15 anni fa: L’illusione della pace perfetta

Elbaf è nella sua versione più luminosa. Harald, forte del recente colloquio con i Gorosei e di una sempre più concreta prospettiva di annessione al Governo Mondiale, attraversa l’isola con l’aria di chi sta finalmente raccogliendo ciò che ha seminato: una nazione sana, non bellicosa, un’economia in crescita, contatti vivi con il mondo esterno e la scuola fondata da Saul che apre ufficialmente le sue porte. «Meglio ragazzi svegli che lame affilate», ribadisce Saul, in una frase che racchiude l’intero progetto culturale di Harald.
Eppure, proprio lui, Saul, pone la domanda più scomoda: «Non manca forse qualcosa, Harald Il riferimento è chiaro: un esercito, una forza armata, quella tradizione guerriera che da sempre definisce l’identità dei giganti di Elbaf.

Ed è qui che il capitolo introduce un tema tanto antico quanto attuale: il labile confine tra difesa e aggressione. Una nazione priva di esercito può sembrare un paradiso… ma quanto è vulnerabile? E, viceversa, quanto basta per trasformare una semplice misura difensiva in un gesto percepito come minaccia? È un dilemma politico e filosofico che, nella nostra storia come in One Piece, ha dato origine a più guerre di quante vorremmo ricordare.
Il ritorno di Harald scorre dunque liscio, quasi idilliaco. Una rinnovata età dell’oro per Elbaf. Ma l’ombra rimane. Ida è stata avvelenata, e la quiete che circonda il re dei giganti comincia già a scricchiolare sotto il peso di un destino che noi lettori sappiamo essere imminente.

L’ultima neve per Ida
Ida One Piece
Ida in un estratto del manga di One Piece – Immagine: © Eiichiro Oda / Shueisha – Uso editoriale

Harald dedica a Ida ogni suo successo. Ogni passo verso una Elbaf pacifica, ogni risultato ottenuto con la diplomazia e non con la forza, è un omaggio alla donna che ha cambiato per sempre il suo destino. L’incontro con lei, ribadisce, è stato il più importante della sua vita.

Un tempo gigante fiero, combattivo e intrappolato nella glorificazione della guerra, Harald è diventato un sovrano saggio proprio grazie alla mentalità gentile, razionale e aperta al mondo di Ida. Ma questa versione migliore di sé spicca, tragicamente, quando lei non c’è più.

Oda sceglie di farci assistere ai suoi ultimi istanti in un flashback che non risparmia il colpo emotivo. Ida è a letto, provata dalla sua vacillante salute, eppure rimane la stessa donna luminosa che abbiamo imparato ad amare. Apprezza l’orgoglio degli abitanti di Elbaf, e confessa con tenerezza di aver sempre considerato Loki come un figlio. Harald, stringendole la mano, prova a dipingere un futuro che ormai esiste solo in un condizionale ferito. Un mondo più grande, collegato, in cui poter tornare a viaggiare insieme come un tempo.
«Non vedo l’ora», sussurra Ida con il suo ultimo fiato. Poi, la sua mano scivola dalla presa di Harald.

Il re esce dalla casa coprendosi il volto, incapace di contenere il dolore. Una panoramica ci mostra tutto il peso di quella perdita. Hajrudin piange sul letto di morte della madre; Harald vaga smarrito, rifiutando la realtà; e Loki, rinchiuso per l’incendio al villaggio di Estrid, soffre in silenzio, privato dell’unica figura materna che abbia mai riconosciuto.
E come nell’addio alla Going Merry, nel capitolo 430, dal cielo cade la neve. Una neve che non lenisce, ma scolpisce il momento.
Così se ne va Ida. Forse il personaggio più umano, più empatico e più prezioso dell’intera saga di Elbaf.

Going Merry One Piece
I Mugiwara e la Going Merry in un’immagine tratta dall’anime di One Piece – © Eiichiro Oda / Toei Animation / Shueisha
14 anni fa: Il destino di Harald e il trono di Imu Sama

Facciamo un salto temporale. Siamo a quattordici anni fa, e ci ritroviamo nella Terra Santa di Marie Geoise: il flashback ci conduce nel cuore del potere del Governo Mondiale.

Qui scopriamo una rivelazione sorprendente: Shanks il Rosso era il designato per diventare Cavaliere Divino, ma non si presentò. Scomparso misteriosamente, lasciò il campo libero ad Harald, ancora ignaro che il destino di Elbaf e dei giganti sarebbe cambiato per sempre.

Dal punto di vista narrativo, sappiamo che nello stesso periodo Shanks si trovava ad Elbaf, rilassato alle terme con Gaban, forse inconsapevole di quanto stava accadendo.

In Terra Santa, Harald è convocato dai Gorosei: con Shanks assente, il gigante diventa la loro prossima scelta. Entusiasta e fiducioso, accetta l’onore di diventare Cavaliere Divino, convinto che così garantirà lo status di Elbaf come membro affiliato al Governo Mondiale. Ma Harald, con il cuore ancora legato al suo popolo, aggiunge che una volta che Elbaf si unirà, intende abdicare a favore di un sovrano più giovane e virtuoso, probabilmente Loki o Hajrudin. Ma la decisione finale spetta a Imu Sama.

Harald Gorosei One Piece
Harald e i Gorosei in un estratto del capitolo 1168 di One Piece – Immagine: © Eiichiro Oda / Shueisha – Uso editoriale
Immortalità, potere e il Pentagramma delle Profondità
One Piece capitolo 1168 Imu Sama
Imu Sama in un’immagine tratta dall’anime di One Piece – © Eiichiro Oda / Toei Animation / Shueisha

Ed è qui che il colpo di scena visivo del capitolo ci sorprende: Harald osserva il trono che dovrebbe essere vuoto, e rimane incredulo nel vedere qualcuno sedutoci sopra.

La sua idea di servire un “dio”, come accennatogli dagli stessi Gorosei nel capitolo scorso, era presumibilmente spirituale. Invece si trova davanti a un sovrano fisico, concreto e oscuro: Imu Sama.

Il colloquio tra Harald e Imu sancisce la nomina ufficiale a Cavaliere Divino, e il marchio che gli era stato applicato in precedenza viene modificato, sigillando il Patto delle Profondità.

Il potere ribolle dentro di lui, quasi agghiacciante: Harald diventa ufficialmente immortale, confermando ciò che già sospettavamo sui Cavalieri Divini.

Imu Sama impartisce l’ordine finale: incidere il Pentagramma delle Profondità a Elbaf, il sigillo che legherà il gigante al Governo Mondiale.

Finalmente, Oda risponde a uno dei misteri della saga: l’origine del portale che avevamo visto all’inizio della storia di Elbaf.

Quando il potere schiaccia la volontà

Dopo aver ricevuto l’ordine da Imu Sama di incidere il Pentagramma delle Profondità, Harald torna ad Elbaf con entusiasmo: una volta completata questa missione, la sua amata isola sarà finalmente riconosciuta come membro ufficiale del Governo Mondiale.

Al castello, con il pentagramma inciso, Harald può sperimentare per la prima volta il legame telepatico con Imu Sama: grazie al patto, possono comunicare a distanza. Imu ordina subito la mobilitazione dell’intera nazione, chiedendo a Harald di formare un grande esercito di guerrieri giganti che combattano al fianco dei Marines.

Harald, inizialmente, si ferma: tutto ciò che ha fatto, ribadisce, era per liberare Elbaf dalla violenza. Se alcuni guerrieri desiderano ancora combattere, li incoraggerà a unirsi ai Marines, ma il suo intento era preservare la pace, non scatenare guerre.

Imu, però, incalza: Harald ha promesso di espiare la storia di Elbaf persino al costo di diventare uno schiavo, e il peso di una simile promessa è troppo grande per un solo uomo. Le parole di Imu sono dure e senza appello: chi stringe il Patto delle Profonità ottiene immortalità e potere, ma a prezzo dell’obbedienza totale.

La conseguenza è immediata: Harald comincia a perdere il controllo del proprio corpo e prova a rimuovere il marchio che lo lega a Imu, rendendosi conto che il vero piano era schiavizzare i guerrieri di Elbaf.

Harald, il re che ha dato tutto per Elbaf

Oda ci mostra un Harald coerente e tragico. Non è un personaggio caratterizzato male, ma un uomo che ha fatto di tutto per garantire il bene della sua isola. E quando gli ordini gli impongono di tradire i suoi principi, si ritrae.

Non si pone domande morali sul Governo Mondiale, nonostante conosca le sue angherie, in quanto il suo unico faro è l’entrata di Elbaf nel Governo Mondiale, e questo lo rende coerente, concreto e incredibilmente umano, seppur ingenuo.

In fondo, Harald non è un eroe perfetto, ma un gigante con un cuore grande, determinato a fare il meglio possibile, anche quando il prezzo della fedeltà è altissimo.

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Re Harald in un’immagine tratta dall’anime di One Piece – © Eiichiro Oda / Toei Animation / Shueisha
La tragedia di Elbaf: l’ultimo atto di un re immortale

La situazione precipita: Harald, ormai in preda alla perdita di controllo provocata dal Patto delle Profondità, ordina alle guardie di incatenarlo a un pilastro e di chiamare Jarl e i suoi figli.

Le guardie gli ricordano che Hajrudin è ancora per mare e che Loki è imprigionato dopo aver incendiato il villaggio di Estrid. Ma Harald non ascolta: esige la liberazione immediata di Loki.

Siamo così riportati al punto di partenza del flashback: il giorno del massacro al castello, quando Harald il Benevolo, il più amato dei re di Elbaf, perde tragicamente la vita. Le lance delle sue stesse guardie lo colpiscono, segnando l’inizio di un destino crudo e inevitabile.


Teorizziamo


Loki e Xebec: scelte estreme sotto l’ombra di Imu

Qui si apre uno spazio di riflessione per Loki: è plausibile che egli comprenda la perdita di lucidità e controllo del padre, schiacciato dal potere di Imu Sama, e che prenda la decisione, dolorosa ma necessaria, di uccidere Harald.

Un momento che ricorda quanto accaduto a God Valley, quando Xebec, sotto l’effetto del Domi Reversi di Imu, chiese a Roger e Garp di porre fine alla sua vita: anche allora, il peso del potere superiore e la consapevolezza dei limiti personali portarono a scelte estreme e tragiche.

Il potere nascosto che può sconfiggere l’immortalità
One Piece Loki
Loki in un estratto del manga di One Piece – Immagine: © Eiichiro Oda / Shueisha – Uso editoriale

Ecco la domanda che scuote la mente dei lettori: in quanto Cavaliere Divino e immortale, come può Harald essere ucciso da Loki?

Il potere, per ora sconosciuto, di quest’ultimo deve essere devastante. Non si tratta solo di forza bruta: potrebbe derivare da un frutto del diavolo specifico, capace di contrastare persino l’immortalità. Sarà il misterioso frutto di cui parlava Rocks, quello che voleva far mangiare ad Harald per spodestare Imu Sama? Oppure il leggendario frutto nascosto di Elbaf?

E sarà durante lo scontro col padre che Loki lo mangerà? È forse questo il potere nascosto e terribile a cui fa riferimento nel presente, parlando con Luffy?

In attesa di scoprire le risposte a queste domande, il flashback di Elbaf sembra chiudersi con questo capitolo 1168 di One Piece, lasciandoci con un misto di tensione, dolore e curiosità. E, come sempre, Oda sa come tenerci con il fiato sospeso. Ricordiamo però che per la prossima settimana è prevista pausa, quindi il ritorno al presente e il confronto finale tra Loki e Harald dovremo ancora immaginarlo.

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