One Piece capitolo 1172: analisi e approfondimento

One piece capitolo 1173

One Piece capitolo 1172: il tuo appuntamento settimanale


Benvenuti nella rubrica settimanale di approfondimento su One Piece, in cui ogni settimana andiamo a fondo nei nuovi capitoli del manga, tra colpi di scena, teorie e dettagli che vi siete (forse) persi; si continua oggi proprio con il capitolo 1172 di One Piece, ma attenzione: da qui in avanti ci sono spoiler belli grossi.

L’analisi si basa sulle raw scans disponibili prima della pubblicazione ufficiale, che in italiano arriva con un certo ritardo attraverso i volumi cartacei o digitali pubblicati da Star Comics. Il capitolo ufficiale è, invece, disponibile ogni domenica in varie lingue, tra cui l’inglese, sul sito MANGA Plus.

In caso vi foste persi gli eventi cruciali del capitolo precedente, niente paura: trovate disponibile sul nostro sito l’approfondimento completo sul capitolo 1171 di One Piece, dove abbiamo analizzato gli avvenimenti principali.

Se non siete in pari con il manga, fate un passo indietro. Se lo siete… siete nel posto giusto.

Mugiwara Elbaph One Piece
I Mugiwara in un’immagine tratta dall’anime di One Piece – © Eiichiro Oda / Toei Animation / Shueisha

Attenzione: l’articolo contiene spoiler per chi non fosse in pari con i capitoli del manga.


“L’Elbaph che ammiro”


Tra recap e dichiarazione d’intenti: il peso di Elbaph

Il capitolo 1172 di One Piece è un capitolo di transizione, ma non solo: è una dichiarazione d’intenti.

Oda prende Elbaph, la sua mitologia, la sua storia e il suo peso simbolico, e li trasforma apertamente in una fazione destinata a entrare nel conflitto finale del mondo. E lo fa nel modo più solenne possibile: attraverso la parola, prima ancora che attraverso la battaglia.

Non a caso, buona parte del capitolo funziona anche come un super recap di quanto accaduto finora ad Elbaph: un vero e proprio promemoria per i lettori più distratti, ma anche una scelta narrativa sensata dopo mesi in cui l’attenzione è stata catalizzata prima dal flashback di Loki, poi da quello di Harald e infine dall’ombra mastodontica di God Valley.

Considerando che questo dovrebbe essere il sesto capitolo del volume, “rinfrescare” la memoria non solo è lecito, ma rende la lettura più fluida e compatta, soprattutto se letta in continuità con i capitoli precedenti.

A stemperare il tono epico ci pensa la cover a richiesta: Bon Clay in compagnia di alcuni cigni intenti a rovistare tra i suoi cosmetici per truccarsi. E sì, per ogni fan di One Piece, vedere Bon-chan, in qualunque contesto, è sempre qualcosa che scalda il cuore.

One Piece Bon Clay
Bon Clay in un’immagine tratta dall’anime di One Piece – © Eiichiro Oda / Toei Animation / Shueisha
La risalita verso il “Mondo del Sole”: la guerra è già iniziata

Il capitolo 1172 di One Piece si apre con il gruppo di Hajrudin sull’ascensore. Durante la salita, Gaban fornisce un riassunto completo della situazione, chiarendo nemici, poteri e schieramenti. È un momento da “briefing pre-battaglia”, che serve a mettere ordine nel caos e a ribadire che non siamo più in una fase esplorativa: siamo già in guerra.

Una volta giunti nel Mondo del Sole, la realtà colpisce subito. Karsi è ferito, e il suo racconto restituisce un Elbaph lacerato, invaso, manipolato. La risposta dei protagonisti è immediata e concreta: dividersi.

Zoro e Hajrudin vanno verso Jarl, Sanji corre a salvare Nami e Robin e a spegnere l’incendio alla scuola e alla biblioteca. Non è solo una scelta tattica: è una divisione che riflette i temi del capitolo. Proteggere il futuro (i bambini, la conoscenza) e difendere l’identità (Jarl, la memoria, la verità).

La mappa di Elbaph: il caos prende forma

La doppia pagina con la mappa della Branch Route 8 aiuta a fare chiarezza sulla posizione dei nostri protagonisti.

Oda visualizza il disordine: ogni personaggio è incastrato in una crisi diversa, ma tutte convergono verso lo stesso nodo.
Alla Biblioteca del Gufo, Nami, Robin, Usopp e Jinbe sono immobilizzati dalle frecce di Gunko. La biblioteca brucia, i bambini sono stati rapiti. È una violenza simbolica fortissima: conoscenza e innocenza sotto attacco.

Le reazioni dei personaggi sono perfettamente coerenti. Robin osserva il fuoco con il peso di chi sa cosa significa perdere libri. Nami esplode di rabbia, Jinbe ragiona, Usopp soffre nel vedere Dorry e Brogy ridotti a strumenti di distruzione. Intanto, i giganti sotto l’effetto del Domi Reversi avanzano verso il Villaggio Occidentale con un solo obiettivo: uccidere Jarl.

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La mappa riepilogativa di Elbaph in un estratto del capitolo 1172 di One Piece – Immagine: © Eiichiro Oda / Shueisha – Uso editoriale
Brook e Gunko: un legame che riaffiora

Nel caos, Jinbe fa notare come Brook sia riuscito ad allontanarsi per conto suo, scegliendo di agire in autonomia: un dettaglio apparentemente marginale, ma che suggerisce come, anche nella disfatta momentanea, alcuni fili dell’azione siano già in movimento, lontano dagli occhi del nemico.

Non è un caso, infatti, che già nel capitolo 1149 Oda avesse accennato a un legame tra Brook e Gunko, quando quest’ultima non era ancora sotto il controllo di Imu: nel rivederlo, Gunko aveva mostrato per un istante segni di lucidità.

Sappiamo che prima di diventare pirata, Brook era il comandante delle guardie di un “certo” regno, e non è da escludere che Gunko potesse esserne la principessa. Questo spiegherebbe tanto la sua reazione quanto l’atteggiamento quasi da maggiordomo di Brook.

Il suo allontanamento potrebbe quindi avere un obiettivo preciso: parlare con Gunko, tentare di farla rinsavire. È difficile pensare che ciò basti ad annullare il marchio di Imu, ma potrebbe comunque avere risvolti significativi sull’andamento della battaglia, introducendo esitazioni e fratture nel controllo dei “diavoli”.

Brook
Brook in un’immagine tratta dall’anime di One Piece – © Eiichiro Oda / Toei Animation / Shueisha
Jarl rifiuta la fuga: Elbaph sceglie di parlare

Nel Villaggio Occidentale, i giganti chiedono a Jarl di fuggire. La sua risposta è netta: no.
Jarl non scappa perché ha qualcosa da dire a tutta Elbaph. Attraverso un lumacofono, prende la parola e trasforma il capitolo in un manifesto politico e morale.

La rivelazione è enorme: la verità su Harald viene finalmente esposta, così come l’innocenza di Loki. Jarl ricorda i “demoni” che quattordici anni prima avevano tentato di conquistare Elbaph. E mentre parla, Oda ci mostra chi sta ascoltando: Imu/Gunko, Killingham e Sommers. Tre figure, tre poteri, tre “diavoli”.

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Killingham, Imu/Gunko e Sommers in un estratto del capitolo 1172 di One Piece – Immagine: © Eiichiro Oda / Shueisha – Uso editoriale

Il discorso di Jarl è durissimo. Elbaph è pronta a rinunciare persino alla propria cultura e alla propria storia pur di salvare i bambini, ma non accetterà mai di vedere spezzata la propria volontà. Qui Oda fa un passo chiarissimo: Harald non è più il modello da seguire. Subire, tacere, sopportare non è onore.

Usopp, con una delle battute emotivamente più forti del capitolo, lo dice apertamente: “L’Elbaph che ammiro non verrà abbattuta da nessuno.

Elbaph contro il Governo Mondiale: il punto di non ritorno

Il momento decisivo arriva quando Jarl cita la profezia di “Harley” e dichiara apertamente ciò che fino a ora era rimasto solo sottinteso: Elbaph considererà il Governo Mondiale come un nemico. È un punto di non ritorno. Non una ribellione impulsiva, ma una scelta lucida, storica, maturata nel tempo. Una dichiarazione di guerra.

La profezia di Harley parla infatti di una grande spaccatura mondiale, di una guerra senza precedenti destinata a dividere il mondo in fazioni contrapposte; una catastrofe che il Governo Mondiale ha sempre cercato di scongiurare, e che proprio per questo, paradossalmente, sembra avvicinarsi sempre di più. Più si è tentato di soffocarla, più quella frattura ha iniziato a manifestarsi.

Mentre Jarl chiama a raccolta gli “onorevoli guerrieri di Elbaph”, i giganti si preparano alla battaglia con la consapevolezza di chi ha finalmente scelto da che parte stare.

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Jarl dichiara guerra al Governo Mondiale in un estratto del capitolo 1172 di One Piece – Immagine: © Eiichiro Oda / Shueisha – Uso editoriale
Verso lo scontro: Zoro ha un piano

Il capitolo si chiude con l’arrivo di Dorry, Brogy e dei giganti invertiti al Villaggio Occidentale. Ma Jarl non è solo: dietro i giganti manipolati ci sono Zoro, Hajrudin e Stansen.

È qui che Zoro, con la sicurezza ruvida che lo contraddistingue, afferma di avere un “piano”. Un’affermazione che, conoscendo il personaggio, va presa con il giusto equilibrio tra fiducia e sospetto: Zoro non è mai stato lo stratega del gruppo, e l’idea che il suo piano possa risolversi in una sconclusionata carica frontale non è affatto da escludere, anzi, sarebbe perfettamente in linea con lui.

Allo stesso tempo, non sarebbe sorprendente se la soluzione passasse da qualcosa di tanto semplice quanto efficace: sfruttare l’orgoglio e la storica rivalità tra Dorry e Brogy, riaccendendo la loro antica faida e mettendoli temporaneamente fuori gioco facendoli combattere tra loro. Una mossa brutale, istintiva, ma tremendamente coerente con l’idea di “strategia” di Zoro. In un modo o nell’altro, una cosa è certa: il prossimo capitolo non passerà inosservato.

E per fortuna, l’attesa non sarà lunga: la prossima settimana One Piece non sarà in pausa.

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Dorry e Brogy si fronteggiano a Little Garden in un’immagine tratta dall’anime di One Piece – © Eiichiro Oda / Toei Animation / Shueisha
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Redattore e scrittore con sindrome dell'impostore

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