One Piece capitolo 1190: analisi e approfondimento

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One Piece capitolo 1190: il tuo appuntamento settimanale


Benvenuti nella rubrica settimanale di approfondimento su One Piece, in cui ogni settimana andiamo a fondo nei nuovi capitoli del manga, tra colpi di scena, teorie e dettagli che vi siete (forse) persi; si continua oggi proprio con il capitolo 1190 di One Piece, ma attenzione: da qui in avanti ci sono spoiler belli grossi.

L’analisi si basa sulle raw scans disponibili prima della pubblicazione ufficiale, che in italiano arriva con un certo ritardo attraverso i volumi cartacei o digitali pubblicati da Star Comics. Il capitolo ufficiale è, invece, disponibile ogni domenica in varie lingue, tra cui l’inglese, sul sito MANGA Plus.

In caso vi foste persi gli eventi cruciali del capitolo precedente, niente paura: trovate disponibile sul nostro sito l’approfondimento completo sul capitolo 1189 di One Piece, dove abbiamo analizzato gli avvenimenti principali.

Se non siete in pari con il manga, fate un passo indietro. Se lo siete, siete nel posto giusto.

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I Mugiwara in un’immagine tratta dall’anime di One Piece – © Eiichiro Oda / Toei Animation / Shueisha

Attenzione: l’articolo contiene spoiler per chi non fosse in pari con i capitoli del manga.


“Colui la cui morte verrà accolta con gioia”


Il capitolo 1190 di One Piece riparte dal momento più drammatico dello scontro tra Luffy e Imu, con il protagonista ormai incapace di reagire e il Re del Mondo pronto a infliggergli il colpo di grazia.

A cambiare completamente le sorti della battaglia è Scopper Gaban, che interviene contro Imu e riesce a sottrarre Luffy alla morte. L’ex membro della ciurma di Roger non si limita però a prendere parte allo scontro. Attraverso le sue parole, Oda torna a parlare del significato del titolo di Re dei Pirati e di ciò che i Pirati di Roger hanno atteso per tutti questi anni.

L’uomo che conosce la verità

Il primo intervento di Gaban è già di per sé significativo. L’ex membro dei Pirati di Roger riesce a frapporsi tra Luffy e Imu, salvando il futuro Re dei Pirati da una morte ormai praticamente certa. Dopo il primo scambio di colpi con il sovrano del mondo, Gaban osserva la sua trasformazione e definisce Imu come una creatura che non sembra appartenere a questo mondo.

Imu rimane sorpreso. Chi è quell’uomo che sembra conoscere fin troppo bene la realtà che lo circonda?

La risposta di Gaban è altrettanto importante: è un uomo che conosce il mondo.

Non è una semplice presentazione. Gaban appartiene all’equipaggio che ha raggiunto Laugh Tale insieme a Gol D. Roger, quindi la sua conoscenza del mondo non può essere separata da ciò che i Pirati di Roger scoprirono durante il loro viaggio. Il fatto che Oda scelga proprio lui per affrontare Imu e parlare della natura del Re del Mondo suggerisce ancora una volta che ciò che Roger e la sua ciurma scoprirono è sicuramente molto più vicino al presente di quanto pensiamo.

Ma Gaban non ha ancora finito. Si volta verso Luffy, lo afferra per il bavero e gli rifila una delle strigliate più dure che abbiamo mai visto rivolte al protagonista. «Che delusione! Devi essere salvato da un vecchio ferito!»

Il bersaglio della frase è ovviamente lo stesso Gaban, ormai ferito, ma il significato va ben oltre la battuta.

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Scopper Gaban in un’immagine tratta dall’anime di One Piece – © Eiichiro Oda / Toei Animation / Shueisha
Il prezzo per diventare Re dei Pirati

È probabilmente questo il cuore emotivo del capitolo.

Gaban ricorda a Luffy che la sua morte non significherebbe semplicemente la fine di un pirata. Se Luffy morisse, Elbaf rimarrebbe esposta alla minaccia di Imu, i suoi compagni perderebbero il loro capitano e il mondo intero perderebbe colui che sta portando avanti il sogno iniziato da Roger. Luffy intanto è lì, quasi incapace di parlare.

È proprio in questo momento che Gaban pronuncia il concetto che dà il titolo al capitolo: «Il Re dei Pirati è una persona la cui morte renderebbe felici gli altri, perché tutti vogliono sedersi su quel trono.»

E poi arriva la provocazione definitiva: «Sei patetico. Se vuoi diventare Re dei Pirati vivendo felice e comodamente, allora torna a casa.»

Sono frasi apparentemente crudeli, ma in realtà rappresentano perfettamente il rapporto tra maestro e allievo. Gaban non sta cercando di umiliare Luffy, sta cercando di ricordargli quale sia il prezzo della strada che ha scelto.

In questo senso, il parallelismo con Jinbe dopo la morte di Ace è inevitabile. Anche allora Luffy, ad Amazon Lily, aveva bisogno che qualcuno lo costringesse a guardare in faccia la realtà, a smettere di piangere ciò che aveva perso e a ricordarsi di ciò che aveva ancora da proteggere. Qui, però, Oda aggiunge un elemento ulteriore.

Gaban parla come il vecchio maestro deluso dal proprio allievo.

E il concetto è particolarmente potente perché Gaban non è un semplice veterano. È uno degli uomini che hanno accompagnato Roger fino alla fine del suo viaggio. È quindi, simbolicamente, una delle figure più vicine a quella generazione che Luffy sta ereditando.

La saga finale cambia volto: Il Gear Fifth non basta più

Il rimprovero di Gaban, però, non sembra rivolto solo a Luffy, ma è anche un avviso a noi lettori.

Da quando è comparso il Gear Fifth, le battaglie del protagonista hanno perso parte della gravità e del pathos che le avevano caratterizzate in passato. Le espressioni caricaturali, il corpo deformabile e le risate di Nika trasformano anche situazioni potenzialmente mortali in qualcosa di giocoso. Ma il capitolo 1190 di One Piece sembra voler spezzare questa percezione.

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Monkey D. Luffy in versione Gear Fifth in un’immagine tratta dall’anime di One Piece – © Eiichiro Oda / Toei Animation / Shueisha

Oda, attraverso Gaban, ci ricorda che dietro il sorriso di Nika c’è ancora un corpo che può essere ferito e ucciso. Luffy è appena sopravvissuto a un attacco che avrebbe potuto porre fine alla sua storia e ha avuto bisogno di essere salvato da un uomo della generazione di Roger.

È come se Oda ci stesse dicendo che, come abbiamo approfondito nell’analisi dello scorso capitolo, il Gear Fifth non basterà più a vincere le battaglie. La saga finale richiederà nuovamente tensione, pericolo e conseguenze reali.

E allora sorge spontanea una domanda: se il Gear Fifth non è sufficiente contro Imu, è possibile che Luffy abbia ancora un’evoluzione del proprio potere davanti a sé? Non necessariamente un nuovo Gear, ma qualcosa che gli permetta di portare Nika a un livello ancora superiore.

L’uomo atteso da Roger

Dopo la strigliata, Gaban allontana Luffy con la forza. L’impatto fa sì che le armi con cui Imu lo aveva trafitto vengano rimosse dal suo corpo, permettendogli finalmente di liberarsi.

Durante lo scontro arriva poi un altro interessantissimo scambio di battute. Gaban provoca Imu chiedendogli, in sostanza, se Luffy gli ricordi davvero così tanto Joy Boy. La reazione di Imu è immediata. Il Re del Mondo capisce che quell’uomo sa qualcosa che non dovrebbe sapere.

E qui Oda ci ricorda quanto sia particolare la posizione di Gaban. Non stiamo parlando di qualcuno che conosce semplicemente le leggende su Joy Boy. Stiamo parlando di un uomo appartenuto alla ciurma che ha raggiunto Laugh Tale e ha scoperto la verità del mondo. Dunque anche su Imu stesso.

Gaban lo dice apertamente: è un ex membro dei Pirati di Gol D. Roger. Ed è proprio Roger a diventare il centro del discorso.

Gaban spiega infatti di non difendere Luffy perché crede ciecamente nelle parole di Joy Boy, un uomo vissuto secoli prima e che non ha mai incontrato. Lo difende perché ha osservato la reazione di Imu. Se il Re del Mondo è disposto a fare tutto questo per uccidere Luffy, allora significa che Luffy è davvero la persona che Gaban e la sua ciurma stavano aspettando.

Oda accompagna questa rivelazione con una tavola carica di solenne nostalgia, nella quale vediamo Gaban insieme a Rayleigh, Crocus, Shanks, Oden e Barbabianca, tutti accomunati da uno sguardo fiero e dalla stessa incrollabile convinzione: l’uomo che stavano aspettando sarebbe prima o poi arrivato.

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Scopper Gaban, Silvers Rayleigh, Crocus, Shanks, Oden e Barbabianca in un estratto del capitolo 1190 di One Piece – Immagine: © Eiichiro Oda / Shueisha – Uso editoriale
Il sogno che attraversa le generazioni

La domanda che Oda ci aveva lasciato per anni era sempre stata la stessa: perché i Pirati di Roger, dopo aver scoperto la verità a Laugh Tale, rimasero nell’ombra? Perché nessuno dei grandi membri della ciurma di Roger si mosse contro il Governo Mondiale? Il capitolo 1190 di One Piece sembra finalmente offrire una risposta concreta.

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Monkey D. Luffy e Gol D. Roger in un’immagine tratta dall’anime di One Piece – © Eiichiro Oda / Toei Animation / Shueisha

Non dovevano fare nulla. Dovevano aspettare.

Non perché qualcuno avesse ordinato loro di attendere un prescelto in senso strettamente profetico, ma perché Roger aveva compreso che il suo viaggio non sarebbe stato sufficiente a completare ciò che aveva iniziato. Roger arrivò troppo presto. E Luffy potrebbe essere colui che è arrivato al momento giusto, ed è una distinzione fondamentale.

Gaban non parla di una missione imposta. Parla di ciò che lui e i suoi compagni hanno scelto di fare dopo aver conosciuto Roger e il suo sogno.

Questa è forse la più grande dimostrazione di lealtà e fiducia nei confronti del loro capitano: aspettare per decenni che qualcun altro realizzasse il sogno di Roger.

Il parallelismo con Luffy diventa allora ancora più forte.

Sappiamo che il sogno di Luffy coincide con quello di Roger, anche se Oda non ci ha ancora rivelato quale sia. Roger lo confidò a Barbabianca e Oden, mentre Luffy lo rivelò in tenera età ad Ace e Sabo e, molti anni dopo, alla propria ciurma. Il contenuto rimane uno dei più grandi misteri dell’opera.

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Sabo, Oden, Ace e Barbabianca in un’immagine tratta dall’anime di One Piece – © Eiichiro Oda / Toei Animation / Shueisha

E adesso compare un’altra possibilità. Se Roger e Luffy condividono lo stesso sogno, è possibile che anche Joy Boy lo condividesse? Il capitolo non lo conferma. Ma il fatto che Oda scelga proprio questo momento per mettere nello stesso dialogo Joy Boy, Roger e Luffy rende la domanda tutt’altro che casuale.

Il Re dei Pirati con la D.

Il discorso su Roger provoca una reazione ancora più interessante da parte di Imu.

Il Re del Mondo ricorda la sensazione di sgomento all’idea che un individuo appartenente alla D. potesse essere definito Re dei Pirati.

Come sappiamo, per decenni il mondo ha conosciuto Roger come Gold Roger. Ma il suo vero nome era Gol D. Roger. La D. è stata sistematicamente nascosta e il Governo Mondiale ha sempre cercato di impedire che il suo significato diventasse di dominio pubblico. La stessa identità di Roger rappresentava quindi un problema: il più grande pirata della storia era anche uno dei portatori della D.

Il capitolo sembra ora collegare direttamente questo occultamento alla paura di Imu. Non è quindi soltanto una questione di propaganda.

Il nome “Gol D. Roger” rappresentava qualcosa che il Governo Mondiale non voleva associare al titolo di Re dei Pirati. Il problema non era dunque solo la D. da occultare, ma l’idea che quel simbolo venisse associato alla figura di ribellione per eccellenza, il pirata.

E ricordiamoci che Vegapunk ha definito Joy Boy il primo pirata della storia conosciuta.

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Gol D. Roger in un’immagine tratta dall’anime di One Piece – © Eiichiro Oda / Toei Animation / Shueisha
Honebami: Imu estrae una nuova arma

Lo scontro prosegue e Imu decide di aumentare ulteriormente la posta in gioco.

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Imu via @sxr on Pinterest – Immagine: © Eiichiro Oda / Shueisha – Uso editoriale

Il Re del Mondo estrae una nuova spada giapponese: Honebami, traducibile come “Divoratore di Ossa”, che prende il nome da una celebre katana risalente al XIII secolo, durante il periodo Kamakura, forgiata da uno dei tre grandi fabbri giapponesi, Awataguchi Yoshimitsu.

Imu ha già dimostrato di poter utilizzare un arsenale composto da armi estremamente diverse tra loro e collegate alla storia degli antichi sovrani. L’introduzione di Honebami amplia ulteriormente questo misterioso inventario e ribadisce quanto sia difficile competere fino in fondo con la reale natura del potere di Imu.

Non stiamo vedendo semplicemente un combattente estremamente forte. Stiamo vedendo qualcuno che ha accesso a un’eredità bellica risalente alla fondazione stessa dell’attuale ordine mondiale.

Ed è proprio contro questo avversario che Gaban decide di combattere a viso aperto.

Shinmon: Hassen – Fukushū

Gaban risponde con una delle sue tecniche più devastanti: Shinmon: Hassen – Fukushū, che può essere tradotto come “Giudizio Supremo: Ottomila Colpi – Vendetta”.

La costruzione della tavola accompagna perfettamente la solennità del momento. È un’inquadratura ampia, finalmente libera di respirare, che restituisce allo scontro una dimensione quasi monumentale. La potenza dell’attacco e la distanza tra i due combattenti rendono immediatamente l’idea della sua portata, conferendo alla scena quella sensazione di decisività che lo scontro tra Gaban e Imu richiede. Personalmente, avrei osato ancora di più con una doppia pagina completa. Un momento di questo peso, tanto per la potenza della tecnica quanto per ciò che rappresenta, avrebbe avuto tutte le caratteristiche per diventare una delle tavole simbolo di questa fase della saga.

L’attacco è talmente potente da distruggere una parte dell’albero Adam e aprire il terreno sotto i due combattenti. Imu e Gaban precipitano così nel Regno degli Inferi.

Anche questa scelta scenica è estremamente interessante.

Oda avrebbe potuto semplicemente far continuare il combattimento sulla superficie di Elbaf. Invece sceglie di portare i due combattenti letteralmente sotto terra, in un luogo che richiama ancora una volta l’immaginario mitologico e il rapporto tra Elbaf, gli inferi e le forze che stanno emergendo durante questa saga.

Ma soprattutto, la tecnica di Gaban dimostra che il vecchio membro della ciurma di Roger non è lì soltanto per guadagnare tempo. Può ferire Imu e tenergli testa.

Ed è proprio per questo che il finale diventa ancora più brutale.

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Scopper Gaban attacca Imu in un estratto del capitolo 1190 di One Piece – Immagine: © Eiichiro Oda / Shueisha – Uso editoriale
La vecchia generazione paga il prezzo

L’ultima vignetta del capitolo 1190 di One Piece ci mostra Scopper Gaban a terra. Il suo braccio sinistro è stato amputato sotto il gomito. E tutto questo per permettere a Luffy di continuare a combattere. Lo stesso Luffy, che fino a quel momento era stato costretto a essere salvato, osserva la scena sconvolto, in fase di apparente ripresa.

La ferita richiama inevitabilmente l’iconico sacrificio di Shanks, che perse il braccio per salvare proprio Luffy. Ma qui c’è una differenza fondamentale: Shanks sacrificò un braccio per salvare il bambino che sarebbe potuto diventare il futuro della pirateria, Gaban ne perde uno per proteggere l’uomo che quel futuro dovrebbe ormai realizzarlo.

La vecchia generazione continua quindi a pagare il prezzo del sogno della nuova. E Luffy, questa volta, non può semplicemente sorridere. Deve comprendere ciò che sta accadendo.

La prossima settimana Weekly Shonen Jump sarà ufficialmente in pausa, anche se, come ormai accade spesso, non è da escludere che il capitolo possa comunque trapelare in anticipo nei giorni precedenti alla pubblicazione ufficiale.

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Spero di trasmettere, attraverso parole appassionate, le emozioni che provo leggendo manga e guardando anime, esplorando gli spunti di riflessione umana che queste storie sanno accendere.

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